Truffe su Facebook: “Ecco come mi hanno sottratto 70mila euro”

“Sono stata stupida, lo so, ma ora non so che fare” è il racconto di una lettrice de L’ultima Ribattuta convinta da una persona conosciuta su Facebook a farsi consegnare una cifra intorno ai 70mila euro nel giro di un anno.

Dopo averla invitata a contattare immediatamente la Polizia Postale, abbiamo raccolto una testimonianza piena di sofferenza e rassegnazione: il rischio è che tante, troppe persone come lei possano rimanere vittime di truffe simili su Facebook e su internet in generale.

Lucia (nome di fantasia) è una impiegata toscana di 61 anni, rimasta vedova nel 2009 dopo 35 anni di matrimonio. Un primo periodo di serenità successivo al lutto, è stato sostituito progressivamente dalla solitudine. Ecco allora che i social network si trasformano in rifugi virtuali dove cercare di sentirsi meno soli, purtroppo non solo con persone che si conoscono realmente.

“È iniziato tutto a marzo dell’anno scorso – ci ha raccontato Lucia – non conoscevo questa persona L.P. con cui ho stretto amicizia su Facebook, ma si è mostrata subito molto socievole”. Il profilo social dell’uomo appare da subito sospetto: solo due foto e zero post pubblicati, non certo frutto dei filtri della privacy impostati, come ci ha confermato la signora. “Si era presentato come commerciante di auto a Madrid. Mi ha raccontato che si trovava in Marocco da 1 anno per vendere macchine. Tutto “documentato” con carte bollate che mi ha inviato per foto: gli servivano 2.500 euro per sbloccare 12 automobili alla dogana”.

E la signora quei soldi glieli ha spediti: in fondo si era fidata, troppo ingenuamente, dell’uomo che nella posta privata di Facebook, le aveva mandato foto mentre era in barca o vestito elegantemente a un party di gala. Un uomo che si presenta così – ha pensato Lucia – non avrebbe mai potuto essere un truffatore.

Poi, però, l’uomo si è ammalato: “E gli servivano i soldi per curarsi”. La malattia ha colpito anche il figlio di 6 anni: “Gli ho inviato altre somme di denaro per curare il figlio, morto dopo un anno. E io mi sono avvicinata sempre più a lui. Solo ora mi sto accorgendo che le foto dell’ospedale che mi mandava dal Marocco erano troppo vaghe”.

Proprio in Marocco, a Casablanca, l’uomo si è fatto mandare i soldi dalla signora: “Prima con Western Union: poi mi hanno detto che avevo superato il limite autorizzato, così abbiamo cambiato operatore”. Somme di 900 euro a settimana, per un anno, oltre a cifre più altr per emergenze: “Gli avrò inviato circa 70mila euro“.

“Vedo che sta continuando a mandarmi messaggi su Facebook, ma voglio farla finita”. Alla domanda se ha parenti o figli con cui parlarne, la risposta lascia spiazzati: “Ho un figlio di 40 anni, ma non gli voglio raccontare nulla: mi vergogno troppo e ho paura. Quando ho iniziato a chattare con questo truffatore, stavo attraversando un periodo duro – per contrasti anche con mio figlio – e mi sentivo sola dopo la morte di mio marito. Ora mi accorgo di quanto sono stata stupida”.

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