Novara: quarant’anni fa brigatista, oggi dirigente sanitario

Brigatista

Ivana Cucco, ex compagna del brigatista rosso Walter Alasia, ha vinto un mese fa un concorso interno alla Asl.

“Uno quando ha saldato i suoi conti dopo quarant’anni dovrebbe essere lasciato in pace”, dice Ivana Cucco. Parole sacrosante, quelle della ex brigatista legata sentimentalmente a Walter Alasia, il terrorista rosso ucciso il 15 dicembre 1976 durante un conflitto a fuoco con la Polizia in cui morirono anche Sergio Bazzega, maresciallo dell’antiterrorismo ed il vicequestore di Sesto San Giovanni Vittorio Padovani.

Il nome di Alasia fu in seguito adottato dalla colonna milanese delle Br, responsabile di omicidi, sequestri, gambizzazioni e rapine. E in alcuni di questi eventi fu poi coinvolta Ivana Cucco, condannata dalla Corte di Cassazione il 4 novembre 1986 a 4 anni e 6 mesi per rapina e banda armata.

Negli anni in cui scontò la pena e nel periodo successivo studiò e conseguì la laurea in Medicina con la votazione di 110 e lode, riuscendo a farsi assumere dalla Asl di Novara nel 1989. Poche settimane fa, infine, ha vinto un concorso interno indetto dall’azienda sanitaria locale, diventando direttore del “servizio di prevenzione e sicurezza degli ambienti di lavoro”.

Un posto ambito, retribuito con uno stipendio lordo da dirigente statale pari a 106.206 euro, ottenendo una qualifica “da ufficiale giudiziario”. Una nomina meritata, e non mettiamo assolutamente in dubbio le sue capacità e la sua bravura, soprattutto per essersi rialzata dopo un periodo detentivo ed aver conseguito a pieni voti una laurea difficile.

Quello che però ci chiediamo è perché una persona che è stata così in aperto contrasto con il sistema abbia deciso di punto in bianco di lavorare al servizio di uno Stato che combatteva e desiderava demolire. “Per quei fatti ho pagato tutto. E ampiamente”, dice giustamente la 63enne dottoressa Cucco. Fatti commessi però non in conseguenza di una infatuazione momentanea, di un innamoramento passeggero.

“Il più bello degli incontri, quello che ancora oggi mi porto dentro”, ebbe a dire in Aula durante un processo. Ma la coerenza, allora, che fine ha fatto?

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Un Commento

  1. Mario said:

    Parole sacrosante? Chiedete alla signora come fece a partecipare a un pubblico concorso (quello per l’Usl di Galliate) prima di essere riabilitata… e chiedetele come ebbe l’iscrizione all’Ordine dei medici con la fedina penale marchiata… e vedrete che ci sarà di sacrosanto…

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