Pubblicità ingannevoli: olio di motore sugli hamburger e colla nei cereali

Si sa, il magico mondo del marketing è fatto di lustrini abbellimenti. Le pubblicità fanno leva sul packaging e non sulla sostanza del prodotto, e quasi sempre si ricorre a qualche trucchetto per abbellire i prodotti che si vendono. Ma vi siete mai chiesti come?

Ad esempio, come mai i panini di McDonald sul menu sono così invitanti mentre quelli che arrivano al tavolo lasciano a desiderare? Come fa quel “Big Mac” ad essere così diverso?
“Finances Online” racconta fino a che punto hanno il coraggio di osare le aziende, pur di rendere il loro prodotto più appetibile.

Mettendo a confronto realtà e finzione spiega quanto e come sia possibile il divario. Tornando agli hamburger, per esempio, i fast food promettono più ingredienti di quanti ne contengano realmente i panini. E’ tipico nel caso dei prodotti surgelati: scritto in piccolo c’è una nota che segnala gli ingredienti non contenuti, ma se il compratore non la legge, è convinto di trovare esattamente quelli riportati sulla scatola. Semplice, ed efficace.
Ma ciò che ci trae realmente in inganno sono quelle meravigliose fotografie, volete vedere come si ottengono?

Anche questo molto semplice ed altrettanto efficace. Sui pancakes, non ci crederete, basta solo versare olio di motore per far sembrare il miele o lo sciroppo più denso, sui cereali invece si versa colla o shampoo al posto del latte , per colorare l’hamburger si passa lucido da scarpe marrone, si usano le patate lesse al posto delle palle di gelato (così sembrano più solide) e poi vengono colorate, deodoranti e lacca invece vengono spruzzati su verdure e frutta per renderli brillanti. Ecco svelato il segreto.

Queste piccole magie però non si applicano solo sui prodotti alimentari, ma ce ne è per tutti. Le dimensioni sono importanti, si sa. E lo sanno bene alberghi e resort di lusso che manipolano le dimensioni facendo fotografie in modo che stanze e piscine sembrino più grandi di quello che sono realmente. Angolazioni particolari luci artificiali, tutto è funzionale all’illusione ottica. Nella lista dei furbetti ci sono anche i titolari di aziende di cosmetici, loro vanno direttamente di “Photoshop” per alterare volti e risultati dei prodotti. Nel 2012 il mascara di “Dior” allungava le ciglia di Natalie Portman fino all’inverosimile, nel 2011 Julia Roberts si presentava con troppi ritocchi. In entrambi i casi la pubblicità fu ritirata. Magra consolazione.

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