Caro Capone, se l’Ugl va male non è colpa dell’Ultima Ribattuta

ugl enas sindacato capone polverini risse

Dal luglio del 2014 l’Ultima Ribattuta si occupa dell’Ugl, che è finita sulle pagine dei giornali italiani prima per le sue vicende interne legate al caso Centrella, poi con e discusse elezioni di Paolo Capone che sono state invalidate per ben due volte dal tribunale di Roma, poi ancora per le spese pazze effettuate con le carte di credito pagate con i soldi dei contributi sindacali e che hanno prodotto due avvisi di garanzia per Renata Polverini e Stefano Cetica.

Nel mezzo di queste tristi vicende ci sono state cause ed espulsioni di sindacalisti che hanno fatto la storia del sindacalismo nazionale e che dalla mattina alla sera si sono visti buttare fuori solo perché chiedevano il rispetto dello statuto, quello statuto che i magistrati romani hanno detto essere stato violato proprio per eleggere Capone a segretario generale dell’Ugl. Sempre nelle more di questa soap-opera l’Ugl ha perso rappresentatività nel pubblico impiego con la rottura dell’accordo con la federazione intesa e, per ultimo, sembra stia per essere estromessa anche dal tavolo delle trattative dei lavoratori del credito per il fatto che la federazione Ugl credito non raggiunge la soglia del 5% di rappresentatività prevista dall’accordo con ABI.

Nel frattempo la signora Polverini ha fatto la scelta, legittima, di operare per un’altra associazione solo che ha cambiato campo ed è andata in un sindacato di imprenditori, l’Esaarco, mettendosi automaticamente fuori dal sindacato per incompatibilità previste dallo statuto che questa volta, anche se con ritardo, è stato applicato. Non parliamo poi di una fronda che nel mese di ottobre voleva le dimissioni di Capone mettendo in giro una raccolta di firme che è stata sventata all’ ultimo dal suo vice Giancarlo Favoccia che, insieme ad altri dirigenti, ha ritirato le firme impedendo il raggiungimento del quorum previsto per la destituzione del segretario generale. Questa situazione ha portato molti associati a ritirare la delega sindacale all’Ugl e anche alcuni dirigenti di rilievo hanno lasciato il sindacato non riconoscendosi più in un’organizzazione troppo litigiosa.  Di queste vicende se ne sono occupati, oltre l’Ultima Ribattuta, il Corriere della sera, il Fatto quotidiano, il Tempo. Insomma la stampa ha fatto il suo dovere di cronaca raccontando e commentando, come è suo diritto, quanto avveniva senza precedere mai gli accadimenti. I giornalisti fanno il loro dovere e cercano informazioni verificando l’attendibilità della notizia e non affidandosi a fonti non attendibili o ancor meno a fonti anonime. Proprio da fonti attendibilissime nel mese di gennaio siamo venuti a conoscenza che il signor Capone, commentando i nostri articoli, riteneva che l’Ultima Ribattuta fosse responsabile di “aver danneggiato l’Ugl”.

Premesso che la situazione di quel sindacato è sotto gli occhi di tutti e che le “accuse“ del signor Capone non ci toccano minimamente abbiamo voluto chiedere al signor Capone se la “voce” che ci era giunta rispondesse a verità. A tal fine l’estensore degli articoli oggetto di tanto risentimento da parte del signor Capone ha scritto, a metà gennaio, una missiva al segretario generale dell’Ugl chiedendo conferma delle voci circolanti. Nonostante siano passati oltre due mesi dall’invio di quella comunicazione non c’è stato alcun riscontro da parte di Capone. Ora le cose sono due o la nostra missiva non è giunta sul suo tavolo, cosa molto improbabile, o il signor Capone ha scelto, legittimamente, di ignorarci. In ambedue i casi riteniamo, per il rispetto dovuto ai tantissimi lettori che seguono le vicende dell’Ugl, di rendere, a questo punto, pubblica la comunicazione di cui sopra ritenendo anche che questa vicenda, a quel che ci risulta, non è ancora definitivamente conclusa anzi potrebbe riservare ulteriori sorprese sia dal punto di vista giudiziario che interno.

Ci permettiamo di dire anche al signor Capone che, se fosse confermato che lui ci ritiene responsabili di aver danneggiato l’Ugl, forse dovrebbe analizzare meglio quanto accaduto nella sua organizzazione e ridare la parola agli iscritti per ricostruire un sindacato che non certo l’Ultima Ribattuta ha danneggiato ma i comportamenti assurdi tenuti da chi ha ignorato o male interpretato le regole interne. Già dai nostri primi articoli, facendoci interpreti dei desiderata di tanti iscritti e nostri lettori, abbiamo auspicato che si arrivasse ad un congresso vero che riportasse serenità e certezza delle regole all’interno dell’Ugl ma la nostra voce è rimasta inascoltata. Ora non accettiamo di essere accusati di colpe che sono tutte addebitabili a ben individuati personaggi che tutti conoscono. Al signor Capone, che sa benissimo l’alto numero di visualizzazioni che abbiamo quando parliamo del suo sindacato, rinnoviamo l’invito a confermare o smentire cose che vengono attribuite al suo pensiero che, pur se non incidono minimamente, sulla linea che l’Ultima Ribattuta ha tenuto e terrà in ordine alle vicende Ugl, darebbero un segnale di discontinuità rispetto a ciò che fino ad oggi si è verificato all’interno del sindacato di via delle botteghe oscure. I lettori leggendo (leggi lettera) quanto abbiamo scritto al signor Capone, sapranno giudicare la nostra correttezza professionale e la nostra volontà di non dare notizie distorte ma semplicemente di riportare quella che è la verità dei fatti accaduti.

Articoli correlati

12 Commenti

  1. Ciccio said:

    E nei sindacati autonomi? Brunetta scrisse un libro che diceva che sono mille volte peggio……

  2. note interne said:

    Stiamo ancora aspettando le note spese, delle altre carte di credito in uso ai segretari ancora oggi in carica che tanto sbandierano statuto e moralità. Ma la cosa pessima, di tutta la storia, è che si parla di “ringiovanimento” con soggetti nati, cresciuti e diventati tali, grazie a quel sistema che tanto boicottano. Parola d’ordine, IPOCRISIA 2.0!

  3. Giuseppe said:

    A parte l’inesorabile e ineluttabile declino politico, morale e materiale della Ugl, già in atto da parecchi anni a partire dalla gestione Polverini (tanto fumo mediatico ad usum delphini e poco arrosto, tutto carbonizzato), il triste epilogo della Ugl si è letto chiaramente nelle ultimissime e tardive battute recitate sul palcoscenico della commedia del finto “licenziamento” della coppia immarcescibile Polverini-Cetica. Dopo il passaggio della zarina alla “concorrenza” padronale, i soliti maligni interni riferiscono ora che presto ci saranno altre sorprese in casa ESAARCO (altri salta fossi?).
    Nel frattempo, se entrate nel sito ESAARCO e fate scorrere il vostro mouse verso il basso nella home page noterete un bel link con tanto di logo UGL. Cliccandoci sopra apparirà l’ultimissima buona novella del segretario Capone (con tanto di foto), che esalta il recente trito e ritrito discorso di Mattarella sulle mafie. Nihil sub sole novi!

  4. popolo sovrano said:

    L’immagine del sindacato dovrebbe essere quella di un soggetto responsabile, capace di farsi carico degli interessi generali dei propri associati nel sistema paese, orami in UGL questa immagine si è dissolta da tempo. Lasciando il posto a quella di un’arrogante casta iperburocratizzata ed autoreferenziale che…ha perso il contatto con la propria base e con l’intero Paese.
    Se veramente questa presunta azione di “pulizia” fosse vera, se si volesse fare gli interessi dell’UGL basterebbe dire Stop tornare ai congressi e dare voce ai tanti lavoratori che ancora sostengono le vostre comode poltrone!
    Azioni sindacali buone, sindacalisti non corrotti, organizzazioni di base competenti e fattive ce ne sono in UGL potrebbero crescere e moltiplicarsi se a questi non fosse negata anche la sola possibilità di farsi ascoltare.

  5. marco said:

    Peggio di cosi’ non poteva andare!!!!!
    ho militato per questo sindacato per oltre trentacinque anni con sacrifici economici da parte mia a discapito della tranquillita’ sia nella mia famiglia e sia per dissidi avuti nell’azienda ove lavoravo, non ricevendo mai da quest’ultima un aumento di stipendio a causa della mia attivita’ sindacale svolta con serieta’ ed onesta’.
    Se ritornassi indietro,ovviamente,non mi isciverei mai piu’ ad un sindacato, tantomeno ad uno come questo, in cui non si rispettano le regole statutarie e gli scandali di spreco e sperpero dei contributi versati dai poveri lavoratori per essere tutelati, finiscono, stando ai recenti articoli giornalistici, per appagare esigenze personali di chi siede ai quadri di comando.

  6. Antonio said:

    Se le questioni sono ancora non risolte dopo due anni e mezzo siamo davanti a un inesorabile declino.
    Una struttura che poteva essere valida distrutta per l’avidità di pochi personaggi

  7. Giovanni said:

    Alla fine tutti i nodi vengono al pettine. Adesso sarà ancora più dura per Capone e la UGL andare avanti… Una lenta agonia.

  8. Elena Gola said:

    Se è vero che alcune cose accadute negli ultimi 30 mesi non avevano i requisiti dell’ortodossia e che i suoi erano “soltanto ” dei racconti, è pur vero che certe azioni si rendevano necessarie per mettere in moto un cammino di rinnovamento che purtroppo ancora oggi impatta troppe volte nelle lentezze della classe dirigente romana. Di chiacchiere si muore e, come ho già avuto modo di scrivere commentando qualche altro articolo, la nostra organizzazione necessita di interventi energici, mirati ed urgenti.

  9. Anna said:

    Polverini fuori dalla UGL?
    Magari, ma se è successo se lo sono tenuti per se.
    In questi casi si esce sulla stampa per prendere le distanze da un personaggio famoso e inquisito proprio per aver usato i soldi della UGL per cose personali

  10. Mimmo said:

    A Capone gli sono rimaste ormai un pugno di mosche in mano e non sa a chi scaricare le colpe

  11. Valerio said:

    Ma quando mai in UGL è stato rispettato lo Statuto e poi… ma lo Statuto della UGL è democratico? Perché tutto sembra emanazione del Segretario di turno

*

Top