Caserma Montello, bimbi costretti a cantare Bella Ciao per i clandestini

caserma montello
Foto da Repubblica-Milano

A Milano, i bambini della scuola media Rinnovata Puecher sono stati costretti a cantare Bella Ciao per profughi e clandestini ospitati nella Caserma Montello.

Erano stati fatti entrare lo scorso ottobre, di notte: ma questo non era bastato a evitare la rabbia di cittadini e residenti. La stessa rabbia si è riaccesa tra i genitori degli alunni della scuola chiamati a intonare il canto dei partigiani di fronte agli ospiti della Caserma Montello. A denunciarlo è stato un papà che ha scritto una lettera a Libero contro l’evento durato due giorni dal titolo ‘Nessuno è illegal’: “«trovo diseducativo affermare che nessuno è illegale, neppure i clandestini, e non approvo la scelta di assegnare una struttura destinata alle nostre forze dell’ordine a 300 immigrati, la maggior parte dei quali potrebbe non essere formata da profughi».

Altro che “Caserma Montello aperta a tutti”: sembra che gli unici veri invitati alla festa siano stati i “compagni” degli altri centri sociali di Milano. Gli stessi residenti della zona hanno espresso il loro disappunto per l’iniziativa-farsa con un volantinaggio: “L’ennesima festa dei centri sociali e dei migranti, supportati dal Comune – hanno fatto sapere i cittadini del comitato di residenti ‘Giù le mani dalla Montello’ – non rappresenta assolutamente il quartiere e chi ci abita. Abbiamo volantinato in zona proprio per esprimere il nostro dissenso per l’ennesima festa pro accoglienza, non condivisa da chi veramente abita qui”.

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“Mentre i centri sociali invitano alla festa “compagni” di altre zone, chi abita qui oltre a subire la scelta non condivisa della caserma ai migranti e non alla polizia, deve anche sopportare i disagi di questa festa. Il nostro comitato non ha mai avuto il permesso di entrare nella caserma, invece qui organizzano raduni di propaganda, blindando la zona e togliendo pure parcheggi per due giorni ai residenti – prosegue il comitato di zona 8 – Ci sentiamo cittadini di serie B: le promesse sul numero dei migranti nella caserma e sui tempi della riconsegna alla polizia vengono continuamente disattese, il Sindaco non ci ha mai incontrato, i presidi della polizia locale sono scomparsi, gli ospiti in caserma bivaccano spesso in giro, i centri sociali sono diventati padroni della nostra zona. Noi rivogliamo il nostro quartiere, vogliamo essere ascoltati dal Comune, vogliamo avere gli stessi diritti e le stesse concessioni che sono stati garantite ad altri, vogliamo una zona sicura e non diventare il crocevia delle manifestazioni pro accoglienza che tra l’altro non condividiamo assolutamente pensando sia più importante garantire aiuti e sostegno ai tanti italiani in difficoltà. Invece che feste inutili vogliamo che la caserma sia destinata alla polizia nel più breve tempo possibile”.

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