“Spegni e riaccendi il computer”: italiani molto indietro con la tecnologia

Siamo proprio sicuri che gli italiani (e non solo) si siano calati perfettamente nella realtà della rivoluzione tecnologica e che siano esperti a 360 gradi di computer? A giudicare da quelli che ancora vengono usati negli uffici, no. Assolutamente no.

E a spiegarlo è stato il sito Wired (clicca qui) che ha riportato in auge una domanda che in molti credevano fosse morta e sepolta: “Hai provato a spegnere e riaccendere?”. Pensate un po’, negli uffici italiani è un quesito ancora molto ricorrente. Motivo? I software installati (ma anche dispositivi come stampanti e scanner) sono a dir poco obsoleti. “Gli inconvenienti legati alle apparecchiature informatiche sono all’ordine del giorno in molte realtà aziendali. E rappresentano una delle maggiori fonti di stress per i lavoratori”.

E questo comporta anche una perdita di tempo notevole. Attraverso una recente ricerca, finanziata da Sharp, è venuto fuori un dato allarmante: a livello europeo, si perdono ben 19 giorni di lavoro all’anno per colpa di di tecnologie low-tech. 

E il problema è la “scarsa alfabetizzazione informatica”, cioè le poche conoscenze di computer e software, nonostante l’informatica, appunto, sia diventata disciplina obbligatoria in scuole ed università. In realtà sono in molti a non saper utilizzare nemmeno Word e Power Point.

“Molte aziende italiane (il 57%) faticano a tenere il passo con le esigenze della digitalizzazione. la trasformazione digitale non è ancora diventata la loro principale priorità. Solo il 17% di esse infatti, giudica il digitale fondamentale per il proprio business, mentre il 42% ritiene prioritarie problematiche diverse e più contingenti, come quelle di carattere economico. E questo ovviamente si riflette anche negli investimenti fatti in formazione.

Occorre davvero aggiornarsi, attraverso corsi formativi per abbandonare così per sempre quello “spegni e riaccendi”, superato ormai da decenni.

 

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