Riciclaggio: ordine di arresto per Giancarlo Tulliani, ora latitante

Tulliani

Il gip Simonetta D’Alessandro, su richiesta del Pm, ha emesso un’ordinanza di arresto di 128 pagine per Giancarlo Tulliani nella quale vengono ricostruiti minuziosamente, grazie al lavoro certosino della Guardia di Finanza, tutti i movimenti bancari, estero su estero, della famiglia Tulliani.

Ma la cosa più grave è che, secondo il gip, Gianfranco Fini era perfettamente a conoscenza di questi movimenti e nell’ordinanza vengono indicate anche le sue responsabilità dirette nella vicenda. Il cognato di Fini era indagato per una presunta attività di riciclaggio. Ufficialmente residente a Dubai, si è reso “irreperibile”.

Il politico, inserito pienamente nell’inchiesta che cerca di far luce su una presunta attività di riciclaggio riconducibile a Francesco Corallo, il “Re delle slot”, era entrato nel registro degli indagati circa un mese fa.

Ed aveva seguito a ruota il destino di Tulliani, anche lui indagato dalla fine dell’anno scorso. L’organizzazione criminale attenzionata dai magistrati era dedita, oltre che al riciclaggio, anche ai reati di peculato e sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte.

I proventi di svariate attività illecite, una volta “ripuliti”, sarebbero stati impiegati in attività economiche e finanziarie ed acquisizioni immobiliari che coinvolgerebbero ed avrebbero avvantaggiato anche i membri della famiglia Tulliani, oggetto di un maxisequestro di beni.

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