Crisi Alitalia: Simav, addio a eccellenza italiana nella sicurezza mezzi

Nella crisi generale che rischia di non vedere più Alitalia volare tra le grandi compagnie aeree internazionali, c’è anche la parabola Simav: i possibili 70 licenziamenti rappresenterebbero il tramonto dell’eccellenza italiana nella manutenzione mezzi con inquietanti interrogativi sulla sicurezza aerea.

Il passaggio della manutenzione mezzi a Simav è avvenuto nel 2012, ma le officine specializzate sono una realtà storicamente molto importante all’interno dello scalo romano. Durante i primi anni ‘80 vengono inaugurati i nuovi locali destinati alla riparazione degli automezzi circolanti in pista. Come ci hanno raccontato alcuni lavoratori che ora vedono il loro futuro a rischio, nei decenni si sono sviluppati diversi reparti in questo settore come la carrozzeria, il reparto dei mezzi a trazione elettrica, quello per i mezzi a trazione meccanica e quello per i mezzi a trazione idraulica. Inoltre, sono presenti una stazione di servizio con autolavaggio e un reparto di pronto intervento in caso di avaria e incidenti in pista.

In tutti questi anni, dunque, i lavoratori impegnati in queste attività sono stati il fiore all’occhiello per quanto riguarda l’eccellenza tecnica di Aeroporti di Roma. Avere a disposizione locali e attrezzature che difficilmente si trovano a livello europeo, ha permesso di specializzarsi su molti aspetti: il fatto che molto spesso le case costruttrici degli stessi mezzi aggiornavano i propri prodotti con i suggerimenti che provenivano da queste officine, è un importante indicatore.

Nel 1999, poi, arriva la “liberalizzazione dei cieli” e Aeroporti di Roma non è più monopolista per tutte le attività di handling all’interno dello scalo: con i nuovi competitor arriva una sfrenata corsa al ribasso che determinerà un lento ma inesorabile declino delle gloriose officine manutenzione mezzi. Arriva così il 2012, anno in cui la finanza prende il sopravvento sul lavoro: AdR, infatti, “regala” la attività alla Simav – azienda che non navigava in buone acque – insieme a 71 tecnici altamente specializzati.

Simav, inoltre, non ha mai fatto manutenzione mezzi a questi livelli in un aeroporto cosi importante. Purtroppo, il disastro annunciato non tarda ad arrivare: molti clienti disdicono le commesse, alcuni fornitori non vengono pagati e gli investimenti crollano. In cinque anni, dunque, le promesse di prospettive e sviluppo fatte da Aeroporti di Roma si sono infrante. Sono gli stessi dipendenti a segnalare il degrado che ogni giorno regna sovrano nei piazzali dello scalo aeroportuale, dove si possono vedere perdite di olio mai riparate, gomme dei mezzi lisce, luci spesso non funzionanti, autobus senza aria condizionata e l’inefficienza che la fa da padrona.

Leggi anche Aeroporti di Roma: l’autunno caldo dei “manutentori mezzi ed emergenze” 

Non solo: oggi, secondo alcuni dipendenti, all’interno dello scalo opererebbero alcune realtà che fanno manutenzione mezzi senza avere le dovute certificazioni e senza avere nemmeno i locali adibiti ad officina. Il tutto, però, accade sotto gli occhi (molto poco) vigili del gestore aeroportuale.

Articoli correlati

*

Top