Roma: il riposo della Raggi e la ferocia anti-M5S della Di Biase

raggi di biase

“Un grave sgarbo istituzionale” così la capogruppo del Pd in Campidoglio, Michela Di Biase, ha definito la pausa che il sindaco Virginia Raggi ha deciso di prendersi: alla faccia della solidarietà femminile.

Senza pietà, la Di Biase – che è anche moglie del ministro Franceschini – ha deciso di attaccare a testa bassa il primo cittadino della Capitale che è anzitutto “nemico politico”. Lo sgarbo istituzionale, secondo la consigliera Pd, sarebbe rappresentato “dal modo in cui è stata comunicata la sua assenza nella seduta dell’Assemblea Capitolina di oggi, martedì 21 marzo e di quella di giovedì 23. Si tratta di due riunioni importantissime: la prima la riguarda direttamente per le vicende giudiziarie a suo carico, la seconda invece attiene al nuovo progetto dello Stadio della Roma”.

Per carità, la città vive di sicuro uno stato comatoso e ogni secondo potrebbe risultare prezioso. Molti cittadini, inoltre, si aspettavano un cambio di marcia con l’insediamento della giunta Raggi; altri, più realisti, sostengono che sia ancora presto per vedere risultati. E che magari eventuali obiettivi raggiunti, potrebbero essere nascosti da un sistema mediatico romano che ha giurato guerra ai Cinquestelle.

Eppure fa riflettere questa fretta nel risolvere i problemi di Roma da parte del capogruppo del partito (o della corrente politica) che ha governato Roma per circa 35 anni. Ora, la Di Biase sembra averlo dimenticato e preferisce mettere da parte la pietà per attaccare il sindaco che prova a riprendersi dopo il malore di qualche settimana fa.

Evidentemente lo stile non è nel Dna di certi partiti politici. Ma ci sentiamo di dare un consiglio alla Di Biase: potrebbe utilizzare questi giorni di riposo per ripassare i congiuntivi. Rimane ormai indimenticabile quel “Vorrei capire come si fosse, si sarebbe comportato il M5s, come vi sareste comportati voi se questi accadimenti avrebbero riguardato noi” (leggi qui). Questo sì, un grave sgarbo, più che alle istituzioni, all’italiano.

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