Roma: la disperazione del quartiere Massimina, “Basta immigrati”

Contro l’ipotesi dell’hub che ospiterà circa 1000 clandestini, sono scesi in strada i residenti del quartiere Massimina.

Siamo in una delle zone periferiche della Capitale, a ridosso del Grande Raccordo Anulare: come alloggio per ospitare la metà dei 2mila migranti che a breve verranno inseriti a Roma, sarebbe stata scelta l’ex scuola di Polizia di Massimina, ormai in disuso da anni.

Esasperati e presi in giro, così si sentono i cittadini. Esasperati dai decenni in cui questo quadrante di Roma è stato considerato la discarica Capitale e Malagrotta è stata una presenza tanto invadente quanto sgradevole. Ora, invece, i residenti di Massimina si sentono presi in giro da chi quasi due anni fa li assicurava che nella ex scuola di polizia non sarebbero arrivati immigrati.

“Non è in corso alcun allestimento né è previsto un nuovo centro di accoglienza nel XII Municipio, nel quartiere Massimina-Casal Lumbroso – furono le parole dell’allora assessore al Sociale, Francesca Danese – le denunce di alcuni esponenti politici pubblicate dagli organi di stampa sono dunque prive di fondamento, così come confermano dalla stessa Prefettura. Il piano di accoglienza cittadino non prevede, fra l’altro, l’assistenza di un numero così elevato di migranti in un singolo territorio”.

A questo punto, sembra che a smentirsi sia stato anche lo stesso ministero dell’Interno, citato all’epoca dal presidente del XII municipio, Cristina Maltese: “Da fonti della Prefettura di Roma è stata smentita la possibilità che la scuola di polizia, nel quartiere di Massimina, possa essere adibita a Centro di Accoglienza per immigrati”.

A testimoniare come i fenomeni migratori disgreghino il tessuto sociale romano, arriva il racconto di una residente del municipio presente ieri alla manifestazione: “Questo quadrante è stato per anni deturpato dalla discarica: Ora chiedono un altro sacrificio, piazzandoci 1000 profughi dietro la porta”.

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“Si parla di 1000 anime – prosegue lo sfogo della residente – che entreranno nella nostra quotidianità; 1000 anime che seguiranno la legge del branco e del più forte come succede già con i richiedenti asilo ospitati sull’Aurelia; 1000 anime che non avranno null’altro da fare che vagare: ma in cerca di cosa? Di un lavoro? Avranno un lavoro questi ragazzi?” domanda polemicamente la giovane donna che è anche madre: “Ho una figlia che per i soliti motivi di punteggio non è entrata nella scuola pubblica: all’asilo aveva un punteggio troppo basso. Avevamo una schiera di stranieri davanti ed abbiamo dovuto necessariamente ripiegare sulla privata, con grandi sacrifici”.

La storia si è ripetuta poi alle elementari: “In questa zona ci sono solo due scuole, una inagibile e l’altra con gravi problemi. Ci sono molto bambini stranieri e zingari del campo rom che si vocifera frequentino solo saltuariamente. Ma io chiedo: chi manderebbe il proprio figlio in una scuola dove non viene garantito un ambiente tranquillo; dove il programma scolastico, per quanto fatto bene, non ha la fluidità necessaria per andare avanti, bloccata da problemi di lingua e religione?”.

Degrado, mancanza di servizi sociali e insicurezza: i cittadini di Massimina la loro risposta all’eventuale arrivo di clandestini e richiedenti asilo, la conoscono molto bene e chiedono che venga ascoltata dalle istituzioni.

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Un Commento

  1. . Maurizio said:

    Semplicemente scandaloso ma quale accoglienza questi hanno veramente stufato via tutti di qualsiasi nazionalità anzi propongo di esiliare anche Bergoglio così va a predicare accoglienza altrove

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