Ong: Siem Pilot, il taxi norvegese oggi sbarca 900 immigrati in Sardegna

Continuano le dubbie operazioni umanitarie delle Ong a largo delle acque nordafricane: oggi tocca alla nave norvegese Siem Pilot che farà sbarcare 900 immigrati in Sardegna.

La Siem Pilot con bandiera norvegese, dopo aver raccolto 900 persone al largo della Libia, ha puntato dritto verso le coste sarde. Attenzione: questo può essere considerato il tipico caso di sbarco forzato di immigrati in Italia. La nave della Ong, infatti, ha costretto i poveri immigrati a un giorno in più di navigazione avendo scelto appositamente di costeggiare e superare la Tunisia, contravvenendo a quanto stabilito dai trattati internazionali.

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Secondo la Convenzione sul diritto del mare, infatti, il porto in cui dovrebbe attraccare l’imbarcazione carica di immigrati dovrebbe essere quello più vicino al punto di partenza, in questo caso sarebbe quello di Zarzis in Tunisia. Eppure le Ong, come in questo caso, dimostrano di godere di una certa impunità, concedendosi addirittura il lusso di giocare di sponda con gli scafisti.

Lo ha denunciato l’ammiraglio Enrico Credendino, comandante dell’Operazone Sophia dell’Ue, che nell’intervista al Corriere della Sera, ha raccontato: “Ci sono Ong che fanno quasi il 40% e attraggono molto più”. Secondo Credendino, le Onlus “lavorano spesso al limite delle acque libiche e la sera hanno grossi proiettori: gli scafisti li vedono e mandano il gommone verso questi proiettori”. Massimo risultato, dunque, raggiunto con il minimo sforzo dagli scafisti che nelle Ong stanno trovando un complice d’eccezione.

Proprio ieri è arrivato il pronunciamento della Procura di Catania, secondo cui gli scafisti traghetterebbero migliaia di profughi “perché spinti dalla necessità”. Decine di trafficanti di uomini, dunque, non sarebbero da considerare colpevoli e di conseguenza non sarebbe nemmeno configurabile per loro il reato di favoreggiamento dellʼimmigrazione clandestina. Ma le dichiarazioni del Pubblico Ministero hanno gettato più di un’ombra proprio sulle Ong attive nel salvataggio in mare dei migranti: queste associazioni, infatti, provocano una sorta di intralcio “all’attività di contrasto degli organizzatori del traffico di migranti”. Il Pm ha chiarito che “l’intervento immediato delle navi delle Ong fa sì che si rivelino inutili anche le indagini sui “facilitatori” delle organizzazioni criminali, rendendo più difficili le indagini” (leggi qui).

Qualcuno ha rinominato gli operatori di queste Ong come “imprenditori della disperazione”; una definizione che si sposa con quella di “business dell’accoglienza”. Ma il popolo della Sardegna sembra non lasciarsi ingannare dalla veste umanitaria con cui si maschera l’operazione che oggi sbarcherà 900 immigrati. “All’arrivo a Cagliari i filmati faranno vedere i pochi bimbi e alcune donne, con lo scopo di intenerire l’opinione pubblica. Resta il fatto che chi arriva viene invogliato a farlo da chi ci  guadagna” è stato il commento su Facebook di una cittadina cagliaritana.

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