Metro C come Calvario: treni sbagliati nel progetto, ritardi e Sos inascoltato

“La sua chiamata sta per essere inoltrata” la signora che è appena salita sul vagone della Metro C non si sente bene e ha bisogno di assistenza. Aziona l’allarme, ma fino al capolinea Lodi dove scenderà, oltre al nastro registrato, non risponderà nessuno.

Sono giornate di passione quelle vissute dai i romani che prendono la Metro C: a scoraggiarli, poi, c’è la consapevolezza che, chiamando il citofono in caso di emergenza, non risponderà alcun operatore. La rabbia è salita nelle ultime settimane, da quando cioè il tempo di attesa per ogni corsa è sensibilmente aumentato: dai 5-10 minuti, agli attuali 15.

Secondo la versione di alcuni funzionari Atac che prestano servizio sulla linea, i ritardi sono dovuti alla diminuzione di carrozze della Metro C: alcuni treni, infatti, sarebbero stati fermati a causa di un errore in fase progettuale che ha portato all’usura anticipata di molte vetture. Il numero diminuito delle corse, dunque, avrebbe aumentato i tempi di attesa.

L’altro aspetto che desta molte preoccupazioni, dunque, è quello della sicurezza: una signora ha raccontato di essersi trovata pochi giorni fa completamente sola, potenziale vittima di un romeno ubriaco. “Sono salita alla fermata Graniti e non c’era nessuno al gabbiotto della sicurezza. Quando ho fatto le scale per aspettare la metro, ho trovato quest’uomo che mi ha chiesto se avevo da accendere. Al mio rifiuto ha cominciato a insultarmi pesantemente con parole come “tr…”, “putt…”. Una volta salita a bordo non c’era nessuno a cui poter chiedere aiuto”. Poco dopo sono saliti due indiani: “Ha chiesto da accendere anche a loro: quando uno dei due gli ha risposto che non si può fumare a bordo del vagone, ha cominciato a picchiarli”.

Nessuno ha visto, nessuno è intervenuto. E meno male siamo in tempi delicati a causa della minaccia del terrorismo. “Se avete problemi, azionate il citofono” aveva detto alla signora un dipendente Atac. Intanto, il nastro azionato stamattina continua a recitare “La sua chiamata sta per essere inoltrata”.

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