Scudetto 1914/15: da titolo di “cartone” alla crociata anti-laziale per non assegnarlo

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Sembrava non interessare a nessuno lo scudetto del 1914-15 da assegnare alla Lazio ex aequo insieme al Genoa, che fosse solo un tricolore di “cartone”, che non avrebbe dato fastidio. Anzi, un eventuale riconoscimento sarebbe stato anche oggetto di presa in giro da parte dei romanisti. Sembrava, appunto.

Perché adesso, non appena Carlo Tavecchio ha nominato una commissione di Saggi che si è espressa in modo favorevole sull’assegnazione di quel titolo e che quindi mancherebbe solamente la delibera del consiglio federale, qualcuno ha iniziato a storcere il naso. Perché, seppur “datato”, la possibilità che la Lazio possa avere 3 scudetti, da fastidio.

E allora ci ha pensato l’avvocato Mario Stagliano, di nota e dichiarata fede romanista, a spedire una lettera al Tempo, pubblicata ieri, in cui ha sostenuto che “la Lazio non ha diritto a quel tricolore”, esortando la Figc a non assegnarle il titolo.

Il legale, che ha preso evidentemente molto a cuore la questione, ha puntato sul fatto che, all’epoca, prima dello scoppio della guerra, ci sarebbe stata anche un’altra squadra a contendersi lo scudetto: l’Internazionale Napoli, inserito nella fascia del meridione che si sarebbe dovuta scontrare con i biancocelesti. La vincente, poi, avrebbe sfidato il Genoa. Se così fosse confermato (da chi non si sa, visto che non esiste alcun documento ufficiale che attesti la data certa), a maggior ragione dovrebbe valere la tesi utilizzata per decretare campione d’Italia i rossoblù: le squadre del Nord battevano sempre quelle del centro e del Sud? Benissimo,  ma, allo stesso tempo, i club del centro vincevano spesso con quelle del Sud. Se vale la tesi  del Genoa, dunque, deve valere pure quella per la Lazio. Inoltre Stagliano ha pure avanzato dubbi sulla Lazio che avesse effettivamente vinto il girone del Centro.

Detto questo, a smentire la tesi dell’avvocato romanista Stagliano, ritenute inconsistenti, ci ha pensato proprio il suo collega Gian Luca Mignogna (sempre sulle colonne de “Il Tempo), promotore dell’iniziativa che ha condotto un lavoro esemplare per portare alla luce tutti i documenti storici di quegli anni. “Egregio Direttore, sento il bisogno di scriverle dopo aver letto, con un certo stupore, i contenuti dell’articolo di un valente collega. Quel che sorprende è che a battersi contro sia un avvocato dichiaratamente romanista e non già un  legale con spiccate simpatie partenopee. Nella ricostruzione faziosa, parziale ed incompleta che mio malgrado ho dovuto leggere, a Mario Stagliano sono sfuggiti alcuni particolari di rilievo”.

E Mignogna ha così, passo dopo passo, smontato o comunque smentito quasi in toto la ricostruzione di Stagliano (clicca qui). Uno di questi è il “punto 4” dove scrive che “la storiografia ufficiale del calcio per decenni ha falsamente tramandato che il campionato della Lazio 14/15 rimase definito sino alle fasi eliminatorie, mentre l’equipe che fa capo allo scrivente ha rinvenuto e documentato come i biancocelesti furono inconfutabilmente Campioni dell’Italia Centrale per effetto dei forfait, all’ultima giornata del girone finale centrale del Lucca contro la Lazio e del Roman contro il Pisa”. E “con buona pace del mio collega il titolo meridionale rimase vacante e conseguentemente la i capitolini furono campioni dell’Italia Centro-Meridionale”.

Insomma, la crociata anti scudetto del 1915 è partita. “Lo scudetto di cartone” da fastidio.

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