Alitalia affonda ma impone le mutande bianche alle hostess

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Il Fatto Quotidiano fa il paragone con il Titanic che affonda mentre i vacanzieri ballano sul ponte principale felici e innamorati. E in effetti è piuttosto azzeccato.

In questo caso in procinto di affondare (o “precipitare”, in questo caso) è Alitalia che, nonostante sia sull’orlo del baratro, per la terza volta in meno di un decennio, nonostante i capi abbiano annunciato l’intenzione di mandare a casa 2.400 persone, 2.037 impiegati e lavoratori di terra e 400 naviganti, piloti e assistenti di volo, non ha niente di meglio da fare che mandare una mail al personale di bordo sul tipo di mutande che devono indossare. Loro che in mutande stanno proprio per restarci.

Non solo. Allegata alla mail una corposa guida della bellezza di cinquanta pagine in cui si dettano le regole per gli assistenti di volo, sia uomini che donne, perchè danno e beffa non fanno distinzione di genere. Il tono è pure perentorio e le prescrizioni sono divise in capitoli che riguardano il comportamento, le uniformi, gli accessori consentiti. Per le donne c’è anche una sezione in cui viene indicato come devono acconciarsi e truccarsi. Il catalogo è così minuzioso e dettagliato che pretende di imporre alle assistenti perfino cosa devono mettersi sotto la gonna, la biancheria intima, le mutande appunto.

Come devono essere queste mutande? “Solo bianca o in colori neutri“, sia chiaro. E non si capisce se tale ordine derivi dalle preferenze e dai gusti della dirigenza di Alitalia verso l’intimo femminile o se invece la norma risponda a una sorta di senso del pudore, interpretato secondo canoni più arabi che europei, essendo ormai Alitalia a guida araba. In ogni caso inutile sottolineare che di qualsiasi colore siano le mutande, nessuno le vedrà mai in quanto sotto la divisa e ben coperte da spesse e di dubbio gusto calze verde prato (o verde speranza visto il momento), ma tant’è.

Pure la camicetta delle assistenti deve essere sistemata in un certo modo, “fornita con alcuni bottoni extra, da fissare secondo le proprie particolari esigenze, per garantire la giusta vestibilità”, ma “mai stretta o forzata sul petto” , per carità.

Ricevuto il manuale della perfetta e castigata hostess Alitalia, le reazioni delle assistenti di volo sono state le più diverse, giustamente. Alcune le ha riportate L’Unione Sarda che per prima ha raccontato il caso delle mutande in volo. C’è chi si è indispettita e ha buttato di filato il vademecum nel cestino. Altre, con spirito pratico, si sono chieste chi tra i capi Alitalia avrebbe potuto controllare e in che modo l’osservanza del precetto sulle mutande per impedire che qualche assistente di volo trasgredisse osando indossare biancheria intima colorata.

A questo punto ci chiediamo se non serva un altro vademecum per capire che forma debbano avere queste mutande. Slip normali o sgambati? Culotte o perizoma?

Qualsiasi commento ci sembra superfluo.

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Un Commento

  1. ChefEnrico said:

    Che articolo senza senso! Si mettono in relazione gli aspetti che riguardano l’organizzazione interna di una azienda e la salute del suoi conti economici e finanziari. Un ragazzino delle medie avrebbe fatto di meglio. “Notizie e retroscena che i media nascondono”, ci sarà un motivo se li nascondono, no?

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