Ventimiglia: sindaco Pd vieta di distribuire alimenti a immigrati, prime denunce

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A Ventimiglia stanno arrivando in queste ore i primi verbali per le indagini verso chi somministra cibo agli immigrati senza autorizzazione.

Primi verbali a Ventimiglia

Il primo verbale del 20 marzo è stato recapitato a tre cittadini francesi ed è la conseguenza dell’ordinanza dello scorso agosto voluta dal sindaco di Ventimiglia, Enrico Ioculano del Partito Democratico. Proprio Ioculano, nel maggio dello scorso anno decise di autosospendersi con gli 11 consiglieri di maggioranza dello stesso schieramento politico, come segno di protesta nei confronti della totale assenza del proprio partito non solo a livello regionale, ma anche sul piano nazionale. Il clima a Ventimiglia, in quei giorni, si era reso incandescente a causa della chiusura del centro di accoglienza proprio su richiesta del primo cittadino: i migranti, però, continuavano ad arrivare senza sosta: la chiusura delle frontiere da parte della Francia, spinse profughi e clandestini ad accamparsi sugli scogli. Non è un caso che i destinatari dei primi verbali siano proprio tre cittadini francesi (leggi qui).

L’emergenza della città di Ventimiglia

Così Ioculano decise di correre ai ripari con un’ordinanza che tutelasse gli aspetti igienico-sanitari della città, ma che aveva anche l’obiettivo di scoraggiare lo stanziarsi di migranti attraverso gesti di dubbia solidarietà. Nel mirino, infatti, sono finite associazioni accusate di “protagonismo” che più di operare concretamente avevano lo scopo di “farsi pubblicità” fornendo solidarietà ai migranti attraverso la distribuzione di alimenti.

A Ventimiglia la protesta delle Ong

Immediatamente si sono scatenate le proteste di associazioni e Ong che da anni sono in prima linea per l’accoglienza dei migranti. È il caso di Caritas o di Amnesty International, di Antigone o Terres des Hommes. Eppure, nei giorni scorsi, proprio l’azione di alcune Ong è finita al centro delle polemiche: la loro azione, secondo quanto ha denunciato al Corriere della Sera Enrico Credendino, comandante dell’Operazone Sophia dell’Ue, ci sarebbero Ong che fanno quasi il 40% dei soccorsi, ma potenzialmente sono in grado di attrarre molto più. Secondo l’ammiraglio, queste associazioni operano al limite delle acque libiche, azionando la sera dei grossi riflettori. In quel modo gli scafisti capiscono che possono mandare imbarcazioni precarie piene di persone che verranno raccolte dalle navi. Destinazione, appunto, città dell’Italia: come Ventimiglia.

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