È morto Emanuele, massacrato da italiani e albanesi: bufera su locale Arci

Emanuele non ce l’ha fatta: è morto due giorni dopo l’aggressione selvaggia subita in un locale Arci di Alatri da un gruppo di italiani e albanesi che lo hanno aggredito e colpito con una spranga di ferro, provocandogli fratture multiple al cranio e alla cervicale, risultate poi mortali.

È successo tutto venerdì sera al Mirò club di Alatri, in provincia di Frosinone: doveva essere una serata piacevole con la propria fidanzata per Emanuele Morganti e invece si è trasformata in una tragedia tanto atroce quanto inspiegabile.

Sembrerebbe smentito il coinvolgimento di stranieri nell’aggressione mortale: per la morte di Emanuele, la Procura di Roma ha ordinato il fermo di due fratellastri di 27 e 20 anni – Mario Castagnacci e Paolo Palmisani – contestando loro l’accusa di omicidio volontario aggravato da futili motivi.

Eppure qualcosa sembra non tornare. Di seguito riportiamo la ricostruzione di Ketty, la fidanzata di Emanuele, contenuta nella richiesta di convalida del fermo avanzata dalla Procura di Roma al gip nei confronti di Mario Castagnacci e Paolo Palmisani. “Mentre io e il mio ragazzo eravamo intenti a consumare un drink al banco verso le 2.10 ad un tratto si è avvicinato un ragazzo di nazionalità straniera, letteralmente ubriaco, il quale ballava al centro della sala e dava fastidio un po’ a tutti. Ad un tratto si è avvicinato al banco e ha cominciato a dare fastidio alla ragazza del bar per poi avvicinarsi al mio ragazzo spintonandolo, il mio ragazzo ha reagito e lo ha allontanato. Subito è intervenuto un suo amico sempre straniero il quale lo ha aggredito con calci e pugni e immediatamente vedevo che interveniva un ragazzo del personale buttafuori, vestito di scuro, che ha cominciato dapprima a dividere il mio ragazzo dagli aggressori per poi urlare una frase al banco al banco per fare intervenire un altro buttafuori. I quali – è il ricordo della giovane – sono intervenuti in tre ma l’aggressione è degenerata in quanto ho visto che invece di dividere i litiganti hanno cominciato a picchiare con calci e pugni Emanuele, costringendolo in un angolino vicino a una colonna dove l’ho visto accasciato a terra e poi lo hanno portato fuori dal locale con la forza”.

Il timore è che il clima di omertà ossa ostacolare le indagini. La lite, infatti, sarebbe scoppiata all’interno del Mirò club quando un ragazzo – forse albanese – ha iniziato a importunare la fidanzata di Emanuele. I buttafuori intervenuti hanno così accompagnato i due all’esterno del locale dove è cominciata la mattanza.

Un gruppo di persone avrebbe picchiato Emanuele all’esterno; una in particolare lo avrebbe aggredito con una spranga o una chiave inglese. Emanuele, crollato a terra, è stato colpito ripetutamente anche quando era privo di sensi.

“Fate schifo – ha scritto un utente Facebook sulla pagina Facebook del Mirò club – in 20 i vostri buttafuori di mer** bastardi sembra abbiano partecipato alla rissa dove è morto un ragazzo di 20 anni, dovete crepare bruciati vivi lì dentro”. Sono pesanti gli altri commenti apparsi sul social network nei confronti della gestione del locale che fa parte del circuito Arci e già altre volte teatro di risse: “Non era il caso di fare selezione all’entrata? Non è il caso di assumere personale davvero qualificato per la sicurezza dei clienti? Ve le ponete ste domande?”. “Spero vi facciano chiudere al più presto!” e poi ancora “Complimenti alla vostra “sicurezza”… possiate essere maledetti in eterno”.

Una testimone, amica della coppia rimasta vittima dell’albanese, afferma di non conoscere il nome dell’aggressore e denuncia al Corriere della Sera: «È stato l’unico a non essere stato nemmeno sentito dai carabinieri. Non sanno nemmeno dove sia, se n’è già andato». E la rissa? «Ma quale rissa? Non c’è stata una rissa, era lui da solo. È stato preso dai buttafuori, ma non lo hanno buttato fuori. L’hanno rincorso».

Tra le persone ascoltate dagli inquirenti ci sarebbero anche i proprietari del locale nel tentativo di risalire all’identità degli aggressori che potrebbe spuntare fuori grazie all’iscrizione all’associazione Arci prevista all’entrata grazie alla somma di 5 euro.

6 Commenti

  1. franco said:

    Vergognatevi…ma quale branco di albanesi?
    Dovrebbero arrestare anche chi scrive notizie false

    • Luca Cirimbilla said:

      Abbiamo già provveduto a rettificare. Dalle prime notizie, riportate anche dalle principali testate nazionali, gli aggressori sembravano albanesi. Secondo alcune testimonianze, tra gli aggressori c’erano anche alcuni buttafuori del locale sempre di nazionalità albanese.

      • Matt Deamon said:

        Cirimba, vedi che serve commentare negativamente i tuoi articoli? almeno poi ritratti e modifichi. Grazie della conferma dell’utilità del lavoro di noi persone sensate.

  2. Piero Spara said:

    Selezione all’ingresso, cioè rinunciare agli incassi per le attività “culturali” tipiche dell’Arci?

    • Matt Deamon said:

      C’è la vittima di un pestaggio ed il problema è il tipo di locale???? col Cirimba che già nell’apertura scrive che la storia sarà presto dimenticata???? ma questa è fantascienza! Ma chi se ne frega se questa tragedia è successa in un centro sociale o al Billionaire. E non è poi nemmeno così importante che fra i 9 o 10 sentiti ci siano 3 albanesi (perché se era un siciliano invece di un albanese allora era diverso?). Mammamia…. che articolo delirante e che commento al limite dell’idiozia, caro spadino.

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