Sciopero Sky, 80% di adesione. La protesta ai David di Donatello

Non si ferma la protesta dei dipendenti Sky contro la chiusura della sede romana di via Salaria: secondo i dati della Slc Cgil l’adesione allo sciopero è arrivata all’80%. Ma la protesta ha raggiunto anche i David di Donatello.

La protesta era stata indetta al termine dell’assemblea dei lavoratori romani di Sky dello scorso 24 marzo, organizzata dalle RSU di SLC‐CGIL, UILCOM‐UIL, UGL-TLC e dalle Segreterie Territoriali e ha avuto la durata di 24 ore nei giorni del 25 e del 27 marzo. “L’azienda – secondo la sigla Slc – non ha voluto discutere del piano industriale: dopo un confronto infruttuoso, la trattativa con Sky si è conclusa negativamente. L’azienda si è rifiutata di confrontarsi con le parti sociali e sul futuro occupazionale dei lavoratori presenti nei diversi siti presenti sul territorio nazionale”.

Ieri sera, invece, una rappresentanza di dipendenti romani di Sky hanno raggiunto gli Studios di via Tiburtina per dare vita a un flash mob: una serie di ciak riportavano nomi di film di fantasia incentrati proprio sulla rabbia dei lavoratori che stanno lottando in questi giorni contro gli esuberi.

Così, lo sciopero di sabato scorso è stato realizzato in maniera congiunta da giornalisti e tecnici, mentre quello di ieri ha riguardato il personale amministrativo. Per l’alta adesione allo sciopero si sono detti soddisfatti Dino Oggiano e Stefano Cardinali, segretari della Slc Cgil di Roma e del Lazio: “Dai dati in nostro possesso – hanno dichiarato – si può affermare con soddisfazione che lo sciopero dei lavoratori Sky di Roma del 25 marzo, con la coda del personale amministrativo, è perfettamente riuscito, con un’adesione media dell’80% e con le trasmissioni del Tg andate in onda in forma ridotta durante tutta la giornata”.

Altri lavoratori, invece, sottolineano un altro aspetto legato alla vertenza con l’azienda: sotto accusa è finita la poca chiarezza negli esuberi annunciati nelle scorse settimane: “L’azienda ci ha detto quante persone verranno coinvolte, ma senza specificare quali comparti riguarderanno: così si brancola nel buio”.

Tornando alla protesta, la Slc Cgil ha osservato che “lo sciopero della sede romana di Sky, proclamato in contemporanea con quello dei giornalisti e come articolazione territoriale delle azioni di lotta proclamate a livello nazionale è stato indetto per protestare contro l’insensato piano riorganizzativo dell’azienda che punta a chiudere la sede romana, con oltre 200 licenziamenti e oltre 300 trasferimenti. Se a questo si aggiunge che la dirigenza di Sky ha precluso al sindacato ogni forma di discussione e di confronto che andasse oltre la supina accettazione delle proposte aziendali per favorire l’uscita degli esuberi e dei trasferiti, si capisce la gravità della situazione”.

“È evidente – secondo i due sindacalisti – che queste giornate di lotta rappresentano un ulteriore passaggio nel percorso più ampio della mobilitazione di carattere nazionale, che ha come obiettivo il ritiro dei licenziamenti annunciati e la cancellazione del progetto di chiusura della sede romana”.

 

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