Nuove leggi pro-taxi: Uber costretto ad abbandonare la Danimarca

Uber

L’ultima stretta “anti-Uber” varata dal Governo danese, costringerà la piattaforma di Travis Kalanick ad interrompere il servizio. Tutti gli autisti dovranno rispettare determinati requisiti: tassametro obbligatorio e costosi sensori per la videosorveglianza.

Uber saluta la Danimarca. La nuova legge “pro-taxi” varata dal Governo, costringerà la piattaforma di Travis Kalanick ad abbandonare il florido mercato danese già dal 18 aprile. Fin dal 2014 (l’anno in cui il colosso americano ha fatto il suo debutto in Danimarca), Uber ha dovuto fare i conti con una pressante opposizione. Sindacati, aziende e politici, hanno sempre accusato il servizio di concorrenza sleale. Non solo. Secondo l’amministrazione danese, Uber non avrebbe nemmeno rispettato gli standard legali richiesti ai servizi di noleggio con conducente.

A nulla è servita la forte opposizione della minoranza, che da tempo si batte per sostenere la sharing economy. Con l’ultima stretta “anti-Uber”, il Governo ha varato una legge che stabilisce dei requisiti specifici per tutti gli autisti. Ogni vettura, dovrà essere munita di un apposito tassametro e di costosi sensori (incastrati nei sedili) per la videosorveglianza.

“Per tornare ad essere operativi nel paese la proposta di legge dovrà cambiare” ha dichiarato Uber in un comunicato ufficiale. Il colosso americano non si da dunque per sconfitto, e spera che l’amministrazione, prima o poi, ritorni sui suoi passi. “Continueremo comunque a lavorare con il governo, – spiegano dall’azienda – nella speranza che la proposta possa aggiornasi per consentire ai danesi di approfittare dei benefici delle tecnologie moderne come Uber”. Nel frattempo, il servizio di noleggio con conducente più famoso al mondo, sarà costretto a interrompere il proprio servizio.

A causa dell’ultima stretta “anti-Uber”, altri 2mila autisti perderanno il proprio posto di lavoro. Ma non è la prima volta che il servizio si ritrova faccia a faccia con la ferma opposizione della politica. La piattaforma di Travis Kalanick, ha incontrato numerose difficoltà anche in altri paesi europei. Germania, Francia e Italia, soltanto per citarne alcuni. Nel 2015, il Tribunale di Milano ha sospeso “temporaneamente” UberPop (vedi qui), scatenando l’ira di tutti gli utenti. Ma questa volta, il colosso americano stanzierà delle risorse per sostenere tutti gli autisti colpiti dalla stretta anti-Uber. La piattaforma di Travis Kalanick, è pronta a salutare la Danimarca.  

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