Difesa, iniziato tra dubbi e sospetti al Senato l’iter del ddl sul Libro Bianco: ecco le trappole

Il ministro della Difesa Roberta Pinotti

Il primo a sentire puzza di bruciato (onore al merito) è stato il senatore Fornaro, del nuovo gruppo degli scissionisti dal PD, Art.1-MDP. Appena il suo collega Latorre, presidente della Commissione Difesa del Senato, ha ultimato l’illustrazione del ddl applicativo del Libro Bianco, ha subito chiesto la parola.

E ha domandato al rappresentante del governo, il sottosegretario Rossi, quali fossero le ragioni “tecniche, ovvero politiche” alla base del sistema a doppio binario del provvedimento, visto che interviene direttamente sulla riforma dei vertici mentre ricorre alla delega legislativa per le misure concernenti la riforma dello strumento. Un quesito più che legittimo, che ha imbarazzato Rossi, costringendolo ad una spiegazione che ha fatto nascere in più di un senatore dei sospetti sulla frettolosa tempistica con cui si sta cercando di varare rapidamente il discusso articolato.

“I due capi del disegno di legge – ha provato a ribattere il rappresentante del governo, ma senza convincere – sono legati da un rapporto di consequenzialità. E quindi gli interventi di riforma dei vertici del capo 1 risulterebbero di difficile, se non impossibile attuazione senza la contestuale definizione delle deleghe oggetto del capo 2. Sulla cui estensione – ha aggiunto bontà sua Rossi – il Parlamento potrà ovviamente assumere le proprie determinazioni“.

L’imbarazzo dei senatori di fronte a questa spiegazione è parso evidente. Anche perché sono diversi i parlamentari (al Senato, ma anche alla Camera) che stanno mettendo a punto una serie di rilievi al testo del ddl dopo aver ascoltato privatamente alti ufficiali e sindacalisti del personale civile nettamente contrari a questa riorganizzazione delle Forze Armate.

Alcuni di loro, vista l’attenzione con la quale “l’Ultima Ribattuta” ha seguito la vicenda fin dalla frettolosa approvazione in Consiglio dei Ministri >>clicca qui<<, ci hanno già fatto pervenire le loro critiche, tutte ben motivate. E nei prossimi giorni le diffonderemo in rete, anche per contribuire in maniera costruttiva al lavoro dei membri della Commissione Difesa del Senato.

(1-continua)

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