Home Restaurant Hotel: ecco perchè l’attività di Gaetano Campolo rischia di chiudere (1° Parte)

Home Restaurant Hotel

Gaetano Campolo, CEO e fondatore di Home Restaurant Hotel, risponde in esclusiva alle domande de “l’ultimaribattuta”. La startup è al suo secondo anno di attività. Ha già depositato il brevetto al Ministero dello Sviluppo Economico. Ma adesso, il giovane imprenditore calabrese si trova a fare i conti con un assurdo decreto legge proposto dal PD e dal M5S.

Soggiornare qualche notte presso un accogliente Bed & Breakfast e sedersi a tavola per assaporare le specialità della casa. Serviti e riveriti: pranzo, cena e colazione. È questa la filosofia di Gaetano Campolo, CEO e fondatore di Home Restaurant Hotel. La piattaforma del giovane imprenditore, è una sorta di unione tra “Social Eating” e “Social Travelling”.

Negli ultimi anni il business dell’Home Restaurant, così come quello della sharing economy, ha riscosso un’enorme successo. Peccato che le normative che regolamentano (o dovrebbero regolamentare) tale settore, non sono riuscite a tenere il passo della così detta “economia della condivisione”. Ed ecco allora che il Governo italiano, per cercare di colmare questo vuoto normativo, ha elaborato un’infinita serie di decreti superficiali, e anche piuttosto anacronistici.

Le frequenti modifiche apportate ai testi legislativi, mettono in luce l’evidente precarietà di quelli esistenti. Il tasso di disoccupazione che non smette di aumentare, le valigie fatte in fretta e furia, e i biglietti di sola andata per l’America, sono il simbolo del triste panorama in cui sono costretti a vivere le giovani eccellenze italiane.

E a riprova di questo, il 17 gennaio 2017, la Camera ha approvato la legge n. 3258 firmata dai deputati Minardo (PDL), Cancelleri (M5S), Basso (PD) e Ricciatti (SEL), per disciplinare “l’attività di ristorazione in abitazione privata” (vedi qui). Il decreto, oltre a stabilire dei requisiti specifici per cuochi e gestori, vieta l’esercizio dell’Home Restaurant nelle unità immobiliari in cui sono ospitati B&B o case vacanze. “Saremo l’unico Parlamento a vietare l’incrocio con i B&B. – attacca Gaetano Campolo, che qui comincia la sua intervista – Questo è un regolamento volto a coprire gli interessi di una lobby come Confesercenti e contro lo sviluppo e la crescita del nostro Paese”.

Quindi secondo lei, dietro questo disegno di legge si nasconderebbero i soliti giochi di potere all’italiana?

“Assolutamente si. I soliti scambi di favore, questa volta orchestrati “armoniosamente“ dal Movimento Cinque Stelle e dal Partito Democratico. Si siedono a tavolino con le lobby che stanno distruggendo la nostra economia. Il PD banchetta con Federalberghi e Confesercenti. Mentre i 5 stelle sono scesi a patti con Gnammo. È una legge che manca di lungimiranza. Oppure, come credo, qualcuno si intasca i soldi. Stanno rovinando il mondo dell’Home Restaurant. Dopo la proposta di legge, il Movimento Cinque Stelle ha indetto una conferenza stampa in cui afferma di aver parlato con tutti gli operatori del settore. Peccato che siamo soltanto due: il sottoscritto, e Cristian Rigon, il proprietario di Gnammo. Ma col cavolo che mi hanno invitato. Poi a novembre ho parlato con Di Battista. L’onorevole mi ha giurato che di questa storia dell’Home Restaurant non ne sapeva nulla, e mi ha presentato un’altra persona. Un certo Della Valle, anche lui torinese, guarda caso. Proprio come il proprietario di Gnammo. È stato proprio Della Valle a rivelarmi della sua amicizia con Rigon. Adesso Gnammo si prenderà tutti i fondi europei, e sono tutti felici e contenti”.

Questa legge costituisce un caso unico e isolato in tutta Europa. Come spieghi tutta questa ostilità che la nostra classe politica nutre nei confronti della sharing economy?

“La scelta della nostra classe dirigente avrà un’enorme peso sull’economia Italiana, perché ci pone vent’anni indietro rispetto a tutti gli altri Paesi dell’Unione. Preferiscono tutelare gli interessi di alberghi a una stella che stanno cadendo a pezzi. Queste strutture sono le prime ad operare in maniera illegale. Le loro cucine non sono mai a norma, e dentro ci lavorano extracomunitari pagati a nero. Poi sarei io quello che fa concorrenza sleale.

E quale interesse avrebbero a tutelare questo genere di strutture ricettive? Non sarebbe una cattiva pubblicità per il nostro turismo?

Se non ci fosse stato il boom dei B&B e delle case vacanze, questi hotel avrebbero continuato ad incassare cifre stratosferiche pur operando nella totale illegalità. Il Guadagno del Governo è evidente. Aumentare il fatturato con la minima spesa. Con servizi e standard igienico-sanitari prossimi allo zero. Tutti gli Hotel, per ricevere tale certificazione, devono pagare una tassa d’affiliazione a Federalberghi. Un ente di un certo peso all’interno del Governo… E se non ricordo male, 1+1 fa sempre 2”.

Nel caso in cui la legge venisse approvata anche in Senato, Home Restaurant Hotel dovrà chiudere. Pensi di portare il tuo progetto “Home Restaurant Hotel” all’estero?

Senz’altro. Stiamo sviluppando un’applicazione con Google, e Home Restaurant Hotel è pronto a sbarcare anche negli altri Paesi europei. Ma non ce ne andremo via con la coda tra le gambe. Ovviamente presenteremo tutti i ricorsi necessari. E chiederemo delle spiegazioni anche all’Unione Europea, che ha dato delle direttive completamente diverse a quelle che il nostro Governo è riuscito a portare in aula. La legge ha ricevuto l’ok dalla Camera, e ora aspetta il sì definitivo dal Senato. Se la proposta del 5 Stelle passerà, sarà una sconfitta per tutti gli imprenditori italiani. Per quelli di oggi, ma soprattutto per quelli di domani. Quello che stano facendo a me, lo pagheranno i nostri figli quando tra 20 anni saranno tutti costretti a scappare dall’Italia”.

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