Medjugorje, monsignor Hoser non entra nel merito delle (presunte) apparizioni

Medjugorje
Monsignor Hoser a Medjugorje (Foto: Medjugorje.hr)

Inviato dal Papa a Medjugorje per “monitorare” la situazione, l’arcivescovo polacco monsignor Henryk Hoser ha voluto precisare di trovarsi lì per «valutare la pastorale di questo luogo e proporre direttive che si dovranno realizzare in futuro».

Non ha nominato le apparizioni mariane che ogni anno attirano milioni di turisti nella cittadina della Bosnia Herzegovina. E a ben ragione. Monsignor Hoser sa perfettamente che anche la più piccola parola potrebbe scatenare un putiferio. E, almeno per il momento, le misura una ad una: si limita, infatti, a invocare l’intercessione della Vergine «affinché apra i nostri cuori ed anche le nostre menti alla grazia divina, all’insegnamento della Chiesa ed alla Parola di Dio. Lo Spirito Santo è la nostra vita ed egli è anche l’anima della Chiesa. Cerchiamo la verità di Dio su noi stessi ed anche la verità di Dio sull’uomo». E conclude: «Per il momento bastano queste parole». Chi, dunque, si aspettava una dichiarazione di intenti immediata su Medjugorje dovrà dunque attendere.

Anche perché, è bene ricordarlo, questo spetta alla Commissione istituita da Benedetto XVI e guidata dal cardinale Camillo Ruini che però non ha ancora ufficializzato la sua posizione in merito. I dubbi sono tanti, ma è pur vero che lo sono anche i rischi: economici, sicuramente (sia per la Chiesa sia per gli abitanti della cittadina che vivono di indotto) ma soprattutto morali nei confronti dei milioni di credenti fedeli alla Madonna di Medjugorje e di chi si è convertito per lei.

Ma, appunto, ci penserà la Commissione. Hoser non vuole essere guardato con sospetto a ogni piè sospinto, così ancor prima di partire aveva precisato che il suo compito sarebbe stato quello di occuparsi «delle esigenze dei fedeli che vi giungono in pellegrinaggio e, in base ad esse, suggerire eventuali iniziative pastorali per il futuro». Lo scopo  (ufficiale) della sua missione è dunque «promuovere l’assistenza pastorale e coordinare meglio le azioni pastorali locali»; per farlo – diceva – «ascolterò con attenzione le varie opinioni ed esaminerò la situazione pastorale locale». Una situazione non semplice, tra l’altro, visti i contrasti tra i francescani del clero secolare e il vescovo della diocesi competente.

Ed è proprio lui che incontrerà nei prossimi giorni: il monsignor Ratko Peric, vescovo di Mostar-Duvno, a differenza di Hoser, non ha remore e parla chiaramente. Già nelle scorse settimane, infatti, in una lunga lettera pubblicata sul sito dell’arcidiocesi aveva espresso la sua posizione sulle apparizioni mariane che lui, senza indugi, definisce «non autentiche».

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Un Commento

  1. angelo said:

    Dovè la Madre Mia Madre di Dio c’è Dio che controlla tutto
    Non appare in quel paradiso per la speculazione nata anche Brosio si è costruito 2 alberghi a societ
    Non appare per i veggenti se pur 2 che ne comunicano
    Ma appare per salvarvi poiche il Segreto di Fatima è stato consumato un’altra piccola parte
    L’altra parte è legata alle profezie dire Padre Pio legata ai genesis
    Il frutto che parla la pastorella Lucia sono preghiere pure nate nel regno del cielo custodite da me e Dio vuole che si prega come Prego io
    Le apparizioni avvengono solo quando io vado a pregare con una margherita ed è chiamato vangelo dei segni
    la statua di paravati è falsa è la vera si riprenderà la chiesa
    dal compito della evolo era nat una canalizzazioney di lucifero che parlava la evolo tutto ciò che Dio illegale non considera è nata da lei una chiesa illegale e i terremoti li avete avuto per una chissà illegale

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