Home Restaurant Hotel: ecco perchè l’attività rischia di chiudere (2° Parte)

Home Restaurant Hotel

“Non c’è solo la politica ad ostacolarmi. Anche alcuni giornali, con la loro “mafiosa” opposizione mediatica, cercano in tutti i modi di mascherare la realtà dei fatti”. Ecco la seconda parte dell’intervista di Gaetano Campolo, CEO e fondatore di Home Restaurant Hotel.

È un fiume in piena Gaetano Campolo. Secondo il giovane imprenditore, la legge n. 3258 del 17 gennaio 2017, firmata dai deputati Minardo (PDL), Cancelleri (M5S), Basso (PD), e Ricciatti (SEL), “è una norma ingiusta e antiquata, volta a coprire gli interessi di una lobby come Confesercenti. Un caso isolato in tutta l’Unione Europea, che limita inspiegabilmente lo sviluppo e la crescita del nostro Paese. Vogliono distruggere l’Home Restaurant”

Secondo lei, che ruolo ha avuto l’informazione pubblica nella vicenda dell’Home Restaurant?

“Prima di affrontare questo argomento, mi sento in dovere di ringraziare Ansa, Il Sole 24 Ore, Il Corriere della Sera, Il Mattino, che hanno riportato le mie interviste in maniera oggettiva e democratica. Altri giornali, come Il Fatto Quotidiano e Repubblica, preferiscono fare politica piuttosto che garantire una sana e corretta informazione. Ma in questo modo, non fanno altro che distruggere l’economia del nostro Paese. Con il beneplacito delle lobby e dei populisti di turno. Nei dibattiti televisivi, Partito Democratico e Movimento Cinque Stelle fanno cane e gatti, ma in realtà sono due facce della stessa medaglia. Convocano le conferenze stampa con gli operatori del settore e discutono dei fondi europei. Ma io non sono mai stato chiamato. Vantano una legge che distruggerà il futuro dell’Home Restaurant”.

Mi diceva ha avuto un piccolo diverbio anche con la redazione de “Il Fatto Quotidiano”…

“L’home sharing è l’economia del futuro, e questi signori ci stanno facendo credere che sia soltanto un modo illegale e furbo per guadagnare. Ho provato a illustrare la mia situazione al “Fatto Quotidiano”. Ho inviato una mail alla loro collaboratrice Simona Marfè. Lei, di tutta risposta, mi ha riservato un articolo intitolato: “Sharing economy, ecco come funziona un Home Restaurant. Ma chi lo fa di mestiere non ci sta: “modo furbo di guadagnare”. L’obiettivo di questi signori è piuttosto evidente. Vogliono insabbiare la crescita del “Social Eating”. Parlano solo di Gnammo, l’amico dei politici. Grazie al loro appoggio e a quello dell’On. Della Valle (M5S), Rigon riuscirà ad accedere ai fondi europei. Poi faranno festa tutti insieme. Anche le lobby saranno invitate. Il Fatto Quotidiano è un giornale che fa politica a favore del Movimento Cinque Stelle”.

La Repubblica titolava: “Che vi piaccia o no: ecco la legge (bibartisan) sugli Home Restaurant”. Cosa ne pensa di questo articolo?

“Innanzi tutto la legge sull’Home Restaurant non è ancora passata. Ha ricevuto l’ok della Camera, ma aspetta ancora l’approvazione definitiva del Senato. Nonostante tutto, il Vicedirettore di Repubblica Giuseppe Smorto (mio compaesano), non si è mai espresso sull’argomento, se non con questo titolo diffamatorio. Ho avuto una conversazione con lui. Mi ha chiesto di inviare alla redazione del suo giornale diversi comunicati stampa, e mi ha giurato che li avrebbe integrati nei suoi articoli. Io ovviamente l’ho fatto. Ma anche qui nulla si è mosso. La vera informazione non è questa. È un silenzio mafioso. Se un giornale deve fare informazione, per quale motivo si comportano in questo modo?. È uno scempio. Non ho mai potuto esprimere il mio punto di vista. Non sono mai stato interpellato”.

Sta contattando ogni giorno le redazioni dei giornali per sostenere la sua causa. Secondo lei, tutti gli sforzi portati avanti fino ad ora hanno portato a un qualcosa di concreto?

“Io vi ringrazio per lo spazio che mi avete concesso. Il mio “caro amico” Della Valle, avrà letto sicuramente l’intervista che avete pubblicato ieri. A Firenze, in occasione del tour “io dico no”, l’On. mi ha svelato di essere in buoni rapporti con Rigon (il proprietario di Gnammo). Avevano stretto amicizia anche su Facebook. Caso strano, dopo la denuncia fatta sull’intervista di ieri, i due non sono più amici. Poi dici che uno pensa male. Si vede che finalmente qualcosa si sta muovendo”.

Secondo lei, quale sarà il futuro dell’Home Restaurant in Italia?

“Mi sono confrontato con diversi legali, tra cui il professor Taormina. Sono andato nel suo studio a Roma e l’incontro è stato più che positivo. Anche secondo lui questa legge è totalmente anticostituzionale. Mi ha consigliato di attendere la votazione del Senato. Se questo assurdo decreto venisse confermato, sarà ben felice di assistere la mia causa e la mia azienda in tutti i tribunali d’Italia”.

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