Leonardo fa orecchie da mercante, mentre il comparto aerospaziale pugliese perde pezzi

leonardo, finmeccanica
La Divisione aerostrutture di Grottaglie (BR)

Richieste di incontri, mozioni, istanze. Il tutto per sapere che intenzioni abbia Leonardo, ex Finmeccanica, nei confronti del settore aerospaziale in Puglia, una delle cinque regioni italiane (insieme a Piemonte, Lazio, Lombardia e Campania) in cui maggiore è la presenza di attività industriali aerospaziali. Ma non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire.

«La situazione del comparto aerospaziale rimane una questione cruciale per il nostro territorio, con ricadute economiche ed occupazionali sull’intero settore anche a livello nazionale» – sottolinea il senatore brindisino Vittorio Zizza (Direzione Italia) che più e più volte ha sollecitato Leonardo a dare delle risposte: «sulla questione, ancora irrisolta, ho presentato mozioni e richieste di indagini conoscitive, sollecitate diverse volte, per avere delucidazione su quale fosse la reale strategia industriale di Leonardo in Puglia e su come la scelta della delocalizzazione in Polonia, privando di fatto le imprese territoriali di lavori importanti, potesse incidere sulla tenuta delle aziende. Le stesse domande sono state poste all’Ing. Moretti, il quale si è limitato a dichiarare che Leonardo non avrebbe abbandonato le imprese pugliesi. Abbiamo rappresentato a Moretti, con numeri alla mano, la reale situazione in cui vertono le aziende aeronautiche pugliesi ma alcuna risposta ci è stata data».

Siamo alle solite. Come abbiamo già avuto modo di far notare >>leggi qui<< a Leonardo viene contestata da più parti l’incapacità di comunicare adeguatamente e si esorta l’azienda a “riprendere il dialogo con tutti gli interlocutori e a tutti i livelli. In una parola: comunicare” perché “troppo spesso si è avuta l’impressione di un’azienda che teme il confronto con quanti siano portatori di domande o istanze non allineate”.

Ma, a quanto a pare, l’ex Finmeccanica preferisce fare la gnorri, lasciando che il comparto aeronautico pugliese – che conta più di 70 imprese con circa 4.200 occupati diretti, di cui la maggioranza riconducibili a Leonardo – perda pezzi ogni giorno che passa.

«Leonardo-Finmeccanica non può sottrarsi agli impegni assunti con la Regione e con le nostre aziende – ha ribadito il consigliere regionale PD Ernesto Abaterusso -. Troppo facile annunciare investimenti consistenti sul nostro territorio, salvo poi decidere di delocalizzare o internalizzare la forza lavoro per contenere i costi!  Di fronte a questo rischio la Regione deve far sentire tutto il suo peso e giocare un ruolo cruciale per salvaguardare i livelli occupazionali e i poli di eccellenza presenti in Puglia». Una dichiarazione che risale allo scorso 10 febbraio. Ma da allora nulla è cambiato. Leonardo continua a far finta di niente.

Il distretto aerospaziale pugliese è costituito principalmente dalla Divisione elicotteri di Brindisi, la Divisione aerostrutture di Grottaglie e di Foggia; l’impianto Avio di Brindisi (specializzato nella produzione e revisione dei motori aeronautici e navali) e la SSI-Space Software Italia di Taranto (specializzata nella produzione di sistemi di software spaziali). Altre aziende – perlopiù di medie dimensioni – fungono da subfornitori delle grandi imprese locali, ma hanno sviluppato linee di business esterne con committenti come Boeing, Embraer e Bombardier.

 

 

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