Gianni Minoli, ovvero quando la volpe non arriva all’uva

minoli, gianni minoli, maria de filippi, mediaset, rai
Gianni Minoli

Il giornalista, in un’intervista al Corriere della Sera, dà “lezioni” di tv a una macchina macina ascolti come Maria De Filippi (che lo scorso sabato ha portato a casa qualcosa come 4 milioni di spettatori). «Non prende in considerazione la realtà».

Il tutto perché la De Filippi – che, a ben ragione, è considerata una delle donne di maggior successo della tv italiana – ha “osato” dire che la tv non deve «essere pedagogica, dare modelli di comportamento». E ci mancherebbe pure. Ma Gianni Minoli, il super raccomandato genero di Ettore Bernabei, non ci sta. E pur di ottenere uno straccio di intervista usa un vecchio trucchetto: prendi qualcosa (o, in questo caso, qualcuno) che piace a mezza Italia e contestalo. Questo ti farà ottenere (una seppur effimera) visibilità.

«Il suo ragionamento – puntualizza (puntualizza!) Minoli – può valere per la tv commerciale. Ma non per “tutta” la tv: il servizio pubblico, sostenuto dal canone pagato dagli italiani, deve avere la consapevolezza di proporre modelli di comportamento. Che piaccia o meno, la tv è sempre pedagogica: e la Rai deve avere al centro del suo protetto il cittadino. Che è anche, ma non solo, consumatore perché i suoi orizzonti sono ben più ampi».

Cercate di capirlo. Non è facile per lui accettare il fatto che il suo programma “Faccia a Faccia” su La7 non lo guardano nemmeno i suoi parenti >>leggi qui<< altrimenti non si spiegherebbe il 2% di share con poco più di mezzo milione di telespettatori. Il suo è un programma noioso, con ospiti che non interessano pressoché a nessuno, intervistati con veemenza senza dar loro modo di rispondere alle domande.

E lui, invece di farsi un esame di coscienza (e magari prendere in considerazione la pensione, tanto il lauto Tfr dalla Rai lo ha già preso >>leggi qui<<) che fa? Il maestrino con la penna rossa. Peccato che alla De Filippi puoi insegnare tutto tranne a fare tv. E l’ex conduttore di Mixer avrebbe solo da imparare.

Articoli correlati

2 Commenti

  1. Pingback: Censorship Resistant Social Media

  2. Pingback: gavat saarp

*

Top