Sky Italia: la lettera dei dipendenti al premier Gentiloni

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Dopo l’incontro del premier Paolo Gentiloni con i vertici di Sky Europe, Jeremy Darroch e Sky Italia, Andrea Zappia, i dipendenti hanno scritto una lettera al primo ministro.

“Le scrivo – si legge nella lettera che ogni lavoratore ha inviato a Gentiloni – in merito alla vertenza dei lavoratori di Sky Italia che, come Lei ben sa, stanno vivendo un momento molto difficile a causa della decisione dell’azienda di procedere a importanti tagli al personale (su tutte e tre le sedi – Milano, Cagliari e Roma – ma in modo preponderante e massiccio sulla sede di Roma che di fatto viene smantellata e ridotta a presidio minimo), con il ricorso a licenziamenti e trasferimenti forzati, che si tradurranno in buona parte in licenziamenti o in situazioni di grave difficoltà personale e familiare”.

Non si placano le polemiche, dunque, dopo il tavolo del presidente del Consiglio con i vertici Sky (LEGGI QUI): i dipendenti hanno chiesto a Gentiloni di parlare anche con loro. “Nonostante il bilancio più che positivo presentato da Sky Italia, l’operazione coinvolge direttamente circa 500 lavoratori, più tutto l’indotto (e ovviamente le relative famiglie), e investe indiscriminatamente anche persone tutelate da L.104, donne (qualcuna in maternità/allattamento) monoreddito (con stipendi già mediamente bassi) e viene giustificata da un efficientamento che un buon management aziendale dovrebbe anticipare e, nel caso, gestire con reale responsabilità sociale d’impresa (cosa che Sky non sta facendo)”.

Secondo i dipendenti, l’azienda vuole chiudere la questione in fretta, con bassi costi e unilateralmente alle sue condizioni, offrendo a chi accetterà di trasferirsi nulla più che forme di sostegno economico molto leggere, una tantum e limitate al breve/medio periodo, senza offrire sostegni più durevoli nel tempo né alcuna garanzia occupazionale futura.

“Per chi viene licenziato (perché dichiarato esubero o perché non accetta il trasferimento) – prosegue la lettera – è prevista poco più di una buonuscita che difficilmente potrà dare serenità a chi per tanti anni ha contribuito al successo dell’azienda, specie chi ha uno stipendio basso (è espressa in numero di mensilità), senza neanche menzionare il ricorso a sostegni aggiuntivi come la NASPI. L’azienda non ha presentato nessun piano industriale a supporto dell’operazione e di un confronto e, di fatto, non esclude che possa ripetere questo tipo di operazione in futuro, ogni volta che lo riterrà”.

La lettera, inoltre, denuncia la mancata apertura alle trattative sindacali collettive (che tutelerebbero gli interessi generali e dei soggetti più deboli): “Sky invece sta procedendo contattando direttamente i singoli lavoratori con proposte unilaterali da accettare o rifiutare in tempi irragionevoli come 7 giorni”. “Lei e il Governo che presiede (i Ministeri più competenti in materia come quelli presieduti dagli On. Calenda e Poletti) – denunciano i lavoratori di Sky Italia – siete stati più volte chiamati a gran voce ad impegnarvi per una risoluzione di questa vicenda che rischia di avere oltretutto un impatto devastante su un territorio come quello romano, già sufficientemente depauperato di realtà lavorative importanti. A queste richieste di intervento non solo non avete dato nessuna risposta né formale né fattiva, ma state di fatto sostenendo in tutto e per tutto Sky, incontrando il suo Top Management in varie occasioni ed elogiando addirittura pubblicamente il suo operato (come si è potuto leggere in più occasioni dalla stampa), in virtù dei suoi ingenti investimenti, senza mai neanche accennare a questa operazione di tagli drastici e discuterla”.

“Le chiedo – concludono i lavoratori nella lettera – pertanto di rivedere la Sua posizione e quella del Suo Governo in merito e prendersene opportunamente carico con urgenza”.

 

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