Alitalia: viaggio nell’era Etihad, i lati oscuri secondo un pilota (parte2)

Dopo la testimonianza di ieri rilasciata da un comandante Alitalia, ecco la seconda parte che racconta di svendite, corsi per personale e royalties sempre a favore della compagnia madre Etihad, fino all’eliminazione dei sindacati.

CORSI ABU DHABI
Appena entrata in Alitalia, Etihad pretese che gli standard di compagnia per quanto riguarda l’aspetto commerciale a bordo, diventassero quelli della compagnia araba madre, anche se la compagnia italiana aveva già un servizio di lungo raggio specialmente in business class invidiato da tutte le compagnie del mondo. “Sono cominciati così – ci racconta il comandante Alitalia – i famosi “corsi” per gli assistenti di volo che venivano e spediti ad Abu Dhabi uno dopo l’altro a piccoli gruppi per imparare il nuovo standard, evidentemente più cool del nostro. Come se gli arabi dovessero insegnare agli italiani 40 anni di cultura aeronautica: assurdo. Comunque, stiamo parlando di 3-4 giorni ad Abu Dhabi, 3 notti in albergo, 3 giorni di diarie pagate ad ogni assistente di volo per circa 4000 assistenti di volo a carico di Alitalia; più il costo del corso stesso che l’Etihad ha “venduto ” all’Alitalia, per un prezzo che si aggira, si dice, intorno ai 10 milioni di euro. Dopo due anni, anche l’ultimo degli assistenti di volo ha completato questo benedetto “corso”. Ma ora, udite udite, sono iniziati i “refreshing”, quindi i corsi alla fine continuano”.

SLOT SVENDUTI E ROYALTIES
Alitalia aveva numerosi Slot, ovvero delle “bande orarie”, dei permessi ad atterrare e decollare in un aeroporto coordinati ad una specifica data e orario. “Quelli su Londra Heatrow – spiega il comandante – erano considerati tra i più ambiti e costosi al mondo. Bene, Alitalia li ha venduti a prezzo stracciato a Etihad nell’ordine del paghi 1 e prendi 5. Molto discusso, inoltre, sono anche i leasing che Alitalia paga profumatamente a Etihad per 2 Airbus 330”.

Altre ombre, poi, si concentrano sulle royalties sui biglietti venduti dall’Alitalia. “Un mio caro collega, anche lui comandante Alitalia, ha avuto modo di volare per un addestramento con un comandante di Air Serbia (altra compagnia “comprata ” da Etihad). Parlando dello sciopero, gli ha fatto un’analisi abbastanza spietata della situazione: da sottolineare che il collega serbo parlava con cognizione di causa dal momento che ha partecipato all’organizzazione di Air Serbia dopo l’acquisizione di Etihad)”.

Il problema si chiama “transfer tarif” cioè le royalties che ogni compagnia paga a quelle del gruppo per far volare i propri passeggeri sui loro voli: “Per fare un esempio, mettiamo che Alitalia paghi a Etihad 400 euro per trasportare un passeggero da Roma a una città in Oriente con loro; Etihad invece paga 200 euro per far volare un suo passeggero da Abu Dhabi in un altro posto con Alitalia. Il risultato è che le tariffe (e qui il punto della genialata di Hogan) sono assolutamente sbilanciate in favore di Etihad”.

Risultato: “A fine anno se Etihad ha guadagnato con noi 400 milioni, Alitalia ne ha persi 200: Etihad ne mette 100 nella compagnia e noi italiani (governo, dipendenti, ecc…) siamo chiamati a metterci il restante, con il risultato che comunque loro guadagneranno e noi perderemo sempre perché il sistema per come è strutturato fa sì che vinca sempre il banco (arabo)”.

La cosa inquietante, come ha sottolineato il comandante serbo, è che tutto quello che sta capitando in Alitalia è un metodo perfettamente oliato. Sembrerebbe un copione già scritto, già attuato in altre compagnie e ora anche in Alitalia.
“La prima mossa quando acquisiscono è rimanere fermi senza far nulla per un po’. Poi arriva l’azzeramento di biglietti e benefits vari; il passaggio successivo è limitare al massimo l’autonomia dei comandanti levando anche la possibilità di imbarcare sui jump. Quarto step, agire sui contratti e dulcis in fundo procedere con l’eliminazione dei sindacati. Come? Ma con le nuove leve, of-course! Ovvero si addestrano giovani piloti e assistenti di volo da inserire in compagnia, i quali poi verranno assunti con ricatti tipo, contratto a tempo indeterminato, passaggi a macchina superiore, incarichi, ecc… ma solo se non iscritti al sindacato. Per poi procedere all’eIiminazione anzitempo (cassa e licenziamenti) del personale più anziano, costoso e sindacalizzato. Confrontandomi col comandante che ha parlato con il collega serbo, ci siamo accorti che quanto è già successo in Air Serbia è quello che sta succedendo in Alitalia e ricalca pericolosamente quelle orme”.

Leggi anche Alitalia: viaggio nell’eraEtihad, i lati oscuri secondo un pilota (parte1)

Cosa fare allora per prevenire gli altri passaggi? “Bisognerebbe mettere allo scoperto la compagnia chiedendo conto delle tariffe applicate (non ovviamente suggerendole, ma solo di saperle) per far sì che il bluff venga a galla. Ora non vorrei fare analisi avventate nè pessimistiche, ma penso che avere un occhio un po’ più lungo aiuti a valutare meglio”.

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8 Commenti

  1. Gildo Rossi said:

    24 anni 2000€ al mese a cui devo togliere la diaria che è inclusa quindi un valore di circa 1400€ al mese pulite dove però i contributi sono pagati su 500€ e non su 1400€ perche il gioco fiscale dei capitani coraggiosi a spostato tutta la busta paga sul variabile.

    Per 1400€ al mese è meglio fare il barista, il cassiere, il “verdummaro” almeno non si prende le radiazioni ionizzanti che ti fanno venire il cancro 20 gg su 30.

    Eppoi fatemi capire una cosa, un avvocato che lavora in uno studio di avvocati paga l’avvocato se gli serve? Un notaio paga un atto notarile come lo pagano i comuni mortali?
    Un pilota perche si deve pagare il posto li dove parte solo se c’e posto?

    3 fallimenti e sempre lo stesso Managment e sempre le stesse persone nei vari settori a fare la capi.
    Perche non mandano via questi cancri da queste persone?

  2. Mauro said:

    La cosa buffa è tragicomica è che c’è ancora qualcuno che, commentando, parla di carrozzone e privilegi! Poveri mentecatti! I terrestri non hanno ancora capito che noi siamo un banco prova, il 30% in meno a piloti e assistenti di volo significa che domani qualcun altro potrà levare il 40% ad operai ed impiegati! Svegliatevi idioti !!!

  3. Techedge said:

    …”””poi arriva l’azzeramento di biglietti e benefits vari; il passaggio successivo è limitare al massimo l’autonomia dei comandanti levando anche la possibilità di imbarcare sui jump. Quarto step, agire sui contratti e dulcis in fundo procedere con l’eliminazione dei sindacati”””.
    A me sembra una strategia giusta. Anzi perfetta. Così eliminiamo il carrozzone che da 30 anni fa spendere soldi agli italiani.
    L’alternativa? Mettere alla porta Etihad e continuare a pagare noi benefit, viaggi e stipendi da favola al personale Alitalia. Se vi pare migliore…

    • Antonio Chialastri said:

      Biglietti gratis per volare. Stipendio da 14000 euro al mese. Accantonamento pensionistico: 2000 euro al mese. Scuola pagata per i figli fino a 19 anni. Villa con fac-totum che aggiusta qualsiasi cosa si rompa dentro casa. Assistenza sanitaria. Assicurazione sui brevetti e sulla vita. Convenzioni di ogni tipo per il tempo libero.

      No. Non sto parlando di Alitalia e dei “privilegi” dei suoi viziatissimi piloti, ma del contratto che Emirates propone a noi Comandanti italiani per andare a Dubai.

      La Emirates è in attivo…

    • Danilau said:

      Credo che lei abbia molta fantasia.. anche io penso lo stesso di lei… senza sapere cosa faccia nella vita… ma mi piace pensarlo.. In bocca al lupo..

    • Rob said:

      Sei un poveraccio ignorante…poco da dire e fare. Fai parte di quella famiglia di persone invidiose e castrate. In oltre 20 anni di Alitalia non ho visto nessuno dei privilegi di cui la gentucola fallita con te presume. Vaporizzati che è meglio.

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