Genoa, Preziosi contro gli ultrà: quando chi predica bene, razzola male

preziosi

La predica ok, la si può accettare, ascoltare e condividere più o meno da tutti. Non da chi, però, a parole vuole dare lezioni di vita e moralità, ma a fatti ha combinato tutto il contrario di tutto. Macchiandosi anche di reati pesantissimi. Come ad esempio esser stato beccato con una valigetta con 250 mila euro in contanti all’interno e portato la sua squadre alla retrocessione.

Facile capire di chi si sta parlando: di Enrico Preziosi, presidente del Genoa.

Domenica, dopo l’ennesima sconfitta stagionale del Grifone e la “manita” rimediata contro l’Atalanta, i tifosi rossoblù hanno contestato giocatori e società. Anche duramente, ma non poteva essere altrimenti vista l’umiliazione subita. È il gioco delle parti, da sempre è così. E chi paga il biglietto ha il sacrosanto di protestare (nei limiti della legalità chiaramente) se le cose vanno male.

Ma Preziosi non ha gradito gli insulti ricevuti e ha parlato di “quegli ultrà da cancellare dalla storia. Sono i genoani che devono portare rispetto al sottoscritto: io merito rispetto, loro no. Sono pronto ad affrontarli in qualsiasi momento, non mi fanno paura”.

Va benissimo che un presidente possa essere in disaccordo con la parte più calda della tifoseria, ma la predica da chi arriva? Da un personaggio che ha comprato (e venduto?) partite, beccato ad aver consegnato una valigetta con 250 mila euro in contanti ai dirigenti del Venezia. Era l’11 giugno del 2005 e il match, di Serie B, era tra i liguri e i veneti. Con quella vittoria (3 a 2), tutt’altro che limpida, il Genoa si guadagnò la A per qualche  giorno. Poi, una volta scoperta la truffa il club genovese si ritrovò dalla massima serie a retrocesso in C1 per calcioscommesse e penalizzato di 3 punti. E Preziosi lasciò così nel baratro un’intera tifoseria, la stessa che, secondo lui, andrebbe cancellata dalla storia. Squalificato per 5 anni con proposta di radiazione, è riuscito poi a riportare la squadra in Serie A. Ma, quella macchia, non si leverà mai.

“E’ stata una logica che “svuota di significato l’essenza stessa dello sport”, il commento all’epoca dei giudici che condannarono il patron rossobù e la squadra.

Ecco perché, lezioni di buone maniere e di comportamento, da Preziosi, non sono proprio ben accette.

Articoli correlati

Un Commento

  1. Max D'Amato said:

    Ma perche’ e quale titolo un laziale (abitante del Lazio) scrive del Genoa … il Genoa e’ dei Genoani e Basta …. nessun altro anonimo pubblicista si puo’ permettere di scrivere del grifone … cosa sa dell’essere genoani, della FEDE genoana … scriva di Roma e Lazio … e non si preoccupi della nostre vicissitudini, perquanto amare e poco edificanti … E’ roba nostra e’ cosi’ deve restare.
    Pesate ai Vostri Sensi , Cragnotti , Lotito … zitto

*

Top