Boldrini assetata di censura: “Basta pagine Facebook pro-fascismo”

laura boldrini

Ieri era l’obelisco del Foro Italico, oggi sono le pagine Facebook: il presidente della Camera dei Deputati, Laura Boldrini, rispolvera la sua voglia di censura indicando il nuovo nemico da abbattere.

“Ho scritto a Zuckerberg: troppe pagine su Facebook inneggiano al Fascismo. Perché dopo le segnalazioni dell’Anpi non vengono chiuse?” chiede allarmata la presidente Boldrini. In effetti sul social network più diffuso nel web, non sono affatto poche le pagine dedicate al fondatore del Fascismo. Quasi tutte, poi, sono state create per l’ammirazione verso Mussolini registrando migliaia di seguaci.

“Non sia mai!” sembra sia stato il ragionamento della Boldrini che, dopo l’esilarante proposta di cancellare la scritta Mussolini-Dvx dall’obelisco del Foro Italico, ora si scaglia contro Facebook e il suo ideatore. Con un triplice salto carpiato, poi, il presidente della Camera ha avuto il coraggio di collegare le pagine pro-Mussolini con la figura della donna massacrata da molti siti internet tra cui anche troppe pagine nel social network di Zuckerberg. Ma il collegamento della Boldrini appare tanto esilarante quanto coraggioso se si pensa che proprio lei faceva parte del gruppetto di ragazze scosciate le «Spogliatelle» che nel 1988 cantavano in coro «Cocco, cocco de mi vida la mia bocca ancora grida» in una trasmissione della Rai.

Nella nuova caccia antifascista, Laura Boldrini arriva a lanciare sospetti su Mark Zuckerberg: “Gli ho scritto per chiedergli perché su Facebook non vengono chiuse queste pagine pro-Fascismo: da che parte sta? I social media oggi hanno uno straordinario potere, quello di condizionare l’opinione pubblica e, a detta degli esperti, anche di determinare gli esiti elettorali. Non basta che Facebook dica a parole che non c’è spazio per l’odio o che è contro le discriminazioni o che crede in questo strumento per ‘connecting people’. Deve anche mettere in atto misure che contrastino i fenomeni di odio che invece sono dilaganti, specialmente verso alcune categorie, le donne in primis”.

E così, ecco arrivare la proposta: dopo aver lanciato la campagna anti-bufale (che vede tra i testimonial personaggi come Francesco Totti), secondo la Boldrini “ci vorrebbe un ufficio operativo Facebook”. Un tribunale speciale che indichi cosa non va bene sul social network. Magari partendo proprio dalle pagine che sbeffeggiano la presidente della Camera. Buon lavoro.

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