In carcere due anni per stupro: ma l’ex ultrà romanista era innocente

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Follia, anzi pura follia. Un altro, l’ennesimo, errore giudiziario, è costato due anni di carcere ingiusto ad una persona, vittima del sistema. E, tra le altre cose, con un’accusa brutta e infamante, una delle peggiori: lo stupro.

Fabrizio Melluzzi, 47 anni e un passato da ultrà romanista, è stato rinchiuso 730 giorni in cella da innocente. Finalmente il suo incubo è finito, ma nessuno gli potrà ridare quei giorni dove è stato privato della sua libertà.

La sua storia, raccontata dal Corriere della Sera, ha davvero dell’assurdo. Uno stupro mai commesso, perché proprio quando si era consumata la violenza ai danni di due ragazze (una addirittura minorenne, ma il rapporto era stato consenziente), il 26 marzo del 2015, lui era ricoverato all’ospedale Sandro Pertini.

“Non capisco, ci deve essere un errore, un fraintendimento. Dovete credermi”, le sue parole rivolte agli inquirenti dopo l’arresto. Ma a Fabrizio, in cura per problemi bipolari nella clinica privata Villa Letizia, non credette nessuno. E ci sono voluti due anni per fare una cosa semplicissima, scontata: reperire la cartella clinica dell’ospedale e controllare data e luogo. Quel giorno era al Sandro Pertini per una visita e non nella struttura privata. Le due donne violentate avevano avanzato sospetti su di lui, con tesi poi smentite, ma la magistratura, senza pensarci, lo ha sbattuto in cella.

Durante il processo, però, è stato assolto con formula piena perché il fatto non sussiste. “È terminato un supplizio, ora speriamo che Fabrizio possa tornare ad una vita normale”, ha dichiarato l’avvocato difensore di Melluzzi, Luigi Vicidomini.

E siccome è tifoso della Roma, magari oggi seguirà il derby in curva.

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