Cocaina, la droga “socialmente accettabile” che ti fa diventare un eroe

cocaina

Un popolo di cocainomani. Questo siamo. Con 250.000 consumatori abituali l’Italia è il terzo Paese europeo per consumo di cocaina dopo Spagna e Regno Unito. Non c’è da andarne fieri. Eppure la cocaina continua ad essere la droga “socialmente accettata”.

La cocaina non è più la droga dei ricchi manager, ormai si trova una dose anche a 20 euro. E non è più nemmeno una droga di classe, anzi, spesso è ciò che il salto di qualità te lo fa fare.

Ragazzi timidi, studenti che hanno bisogno di “una mano” per sostenere i ritmi di studio intenso, i giovani lavoratori, che sono sempre in competizione, padri e madri di famiglia che sono stressati e hanno troppe cose da fare e poco tempo per riposare. Non esiste più il consumatore tipo di cocaina.

Non è un caso che, storicamente, sia stata celebrata da libri e film. E’ il doping della vita quotidiana, dà energia e ottimismo, ti senti forte, invincibile. Ti aiuta a importi in un mondo di squali, ti fa diventare uno squalo pure a te. E poi è empatogena, che sostanzialmente vuol dire che diventi più socievole con gli altri e perdi tutte le inibizioni, pure quelle sessuali.

Insomma, la polvere bianca è come una magica polvere di fata? Sì, all’inizio. Poi son dolori. La cocaina è un po’ come un amore bugiardo. Ti illude di essere il migliore e poi ti lascia in depressione. Paragone azzardato? No. Non è una scorciatoia per il successo, ma per i disturbi psichici, l’ansia, l’insonnia, le paranoie, depressione, carcere e cimitero.

I narcotrafficanti di cocaina in Italia si riforniscono soprattutto presso il mercato colombiano, passando per l’Equador, Panama, Venezuela, Repubblica Dominicana e poi in Europa, attraverso Spagna e Olanda. Il “fatturato”, anche se non possiamo definirlo così, delle sostanze stupefacenti ammonta a 14 miliardi di euro all’anno, la metà riguarda solo la cocaina.  Ovviamente, mafia, ‘ndrangheta e camorra sono i principali burattinai di questo teatrino, assieme alle organizzazioni criminali balcaniche e sudamericane.

Il 4% degli italiani tra i 15 e 19 anni ha provato la cocaina almeno una volta. E la tragedia di Alatri, del branco strafatto che uccide un ragazzo per “la supremazia sul territorio”, è solo uno, l’ultimo delle centinaia di casi di cronaca che finisce in tragedia.

Una droga non può essere “accettabile”, figuriamoci una tragedia, figuriamoci una morte. Figuriamoci.

 

Articoli correlati

*

Top