Manutencoop: gli arresti a Napoli e le tangenti del 2% sugli appalti

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Continuano a soffiare venti di tempesta sulle imprese legate al mondo delle cooperative: a finire nel mirino è stata anche Manutencoop, colosso fondato a Bologna nel 1938, che riesce ad aggiudicarsi una gara da 85 milioni senza avere i requisiti di onorabilità.

I vertici di Manutencoop si dichiarano estranei alle ipotesi di reato eppure le accuse sono pesantissime soprattutto perché provengono da Pietro Coci, titolare della Euro Servizi che da un anno collabora con il pm Henry John Woodcock. Proprio Coci, che ha lavorato in consorzio con i vertici della cooperativa più grande d’Italia, ha fatto i nomi di numerosi “politici, funzionari e militari della Guardia di Finanza” che – come riporta il Corriere – avrebbero preso i soldi sui quali sono in corso verifiche. L’inchiesta riguarda l’appalto da 11,5 milioni per le pulizie e altri servizi in ospedali pediatrici: gli appalti sarebbero stati oggetto di tangenti pari al 2% dell’importo e avrebbero visto il versamento di una tranche da 55mila euro da dirigenti di Euro Servizi generali e Manutencoop.

Il nome di Manutencoop è rimbalzato nelle scorse settimane per la sentenza definitiva del Consiglio di Stato che ha condannato Cns – la Cooperativa nazionale servizi di Bologna accusata di aver manipolato un appalto da 1,6 miliardi di euro. Tra gli appalti vinti da Cns, c’era anche quello del 2012 da 1,6 miliardi di euro: secondo l’Antitrust, però, Cns aveva violato la concorrenza costruendo un cartello con Manutencoop, con Roma Multiservizi e con il colosso Kuadra finito poi sotto sequestro perché controllata dal clan camorristico Lo Russo attivo nello spaccio di droga a Secondigliano.

L’intervento di Cantone avrebbe dovuto portare all’inserimento di Cns, Manutencoop, Roma Multiservizi e Kuadra nel casellario informatico che segnala a tutte le stazioni appaltanti italiane la sentenza del Consiglio. Eppure, come era stato raccontato (clicca qui) questo provvedimento potrebbe non bastare dal momento che in Italia la direttiva Ue numero 24 del 2014 non è estesa del tutto alle normative, quindi non c’è automatismo nell’esclusione dagli appalti pubblici di società multate come Cns, Manutencoop, Roma Multiservizi e Kuadra.

Nonostante Manutencoop sia stata condannata, come ha riportato La Verità, era riuscita a prendere il 100% del punteggio tecnico nella gara da 85milioni e 250mila euro per la manutenzione e la gestione del patrimonio immobiliare dei territori di competenza di Hera, la multiutility controllata dai Comuni di sinistra. Con che criterio vengano condotti i test di “legalità” da parte di Hera? Mistero…

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