La Roma e il nuovo stadio: il progetto definitivo slitta al 2018?

Stadio

Quando le cose iniziano ad andare storte, c’è il rischio che la situazione possa degenerare. In casa Roma non si può certo affermare che regni il buon umore. Non bastavano le eliminazioni, a distanza ravvicinata, dall’Europa League e dalla Coppa Italia, adesso a complicarsi – o comunque a rallentarsi – è il progetto legato al nuovo stadio a Tor di Valle.

Proroghe, rinvii, poi spiragli di luce, l’annuncio del sì definitivo, ora nuovamente problemi. Un’agonia sta diventando la costruzione di questo impianto. I tifosi della Roma stanno perdendo la pazienza, imputano a Pallotta di interessarsi solamente alle questioni legate proprio a Tor di Valle, ma non vedono luce nemmeno su questo.

Ieri la Conferenza in Regione si è chiusa col parere negativo.  Si può riaprire, certamente, ma così facendo tempi continuano ad allungarsi. Dalla Pisana è partita una nota: “Il proponente avrà tempo fino al 15 giugno 2017, data ultima per l’eventuale apposizione del vincolo da parte del Mibact, per presentare le controdeduzioni, anche mediante una diversa formulazione, che potranno determinare l’avvio di una nuova conferenza dei servizi”. In parole povere, è stata concessa una proroga per consegnare il progetto modificato; se si supera la data fissata, si ricomincerà da capo nel 2018. Soprattutto, se questo iter non si concretizzasse, finirà tutto con un nulla di fatto e il progetto andrà (ri)formulato. Come successo con Rosella Sensi e, ancora prima, con Dino Viola.

Sarebbe un danno incalcolabile per il patron americano che punta tutto sul nuovo stadio. Da parte della Roma, infatti, pur comprendendo la nota della Regione, filtrano disappunto e nervosismo legati alle difficoltà di comunicazione tra Regione e Comune.

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