Spazzini-migranti: un’unica regia per ingannare i romani

Dopo Monteverde, ora anche via Tuscolana e viale Regina Margherita: si moltiplicano le segnalazioni degli spazzini-migranti che operano su Roma. Se qualche cittadino apprezza, sono in tanti a denunciare il raggiro.

Le ultime immagini degli spazzini-migranti arrivano da via Tuscolana: il cartello per chiedere le elemosina riporta lo stesso testo. “Gentili signore e signori, da oggi terrò pulite le vostre strade – si legge – Desidero integrarmi onestamente nella vostra città”. “Alla faccia dell’onestà – osserva il residente che ci ha inviato la segnalazione – è una truffa vera e propria: l’unica cosa che raccoglie sono le monete, mentre la sporcizia viene spostata da un lato all’altro”.

Non manca chi vede di buon occhio l’operazione: “Sotto casa mia – ci ha raccontato una residente di Monteverde – giorni fa ho trovato il cartello e due scope per terra, il marciapiede era stato spazzato. I ragazzi non c’erano in quel momento quindi non ho potuto fare domande. Credo che comunque siano sempre persone in difficoltà da aiutare”. A Monteverde, però, sono in molti a denunciare la scarsa pulizia di strade e marciapiedi prevista dai servizi pagati regolarmente: “Con le tasse che paghiamo – affermano – come si fa a farsi abbindolare dal servizio offerto (in cambio di soldi) da questi ragazzi?”.

C’è poi chi denuncia su Facebook come l’affare sia stato fiutato dai rom: “Per giorni, davanti ai negozi in zona Marconi, c’era un senegalese che puliva e toglieva erbacce: era ben voluto e ognuno gli dava qualche spiccio. Da un po’ di giorni è stato cacciato e ci sono degli zingari che fanno finta di pulire chiedendo sfacciatamente soldi. Quindi ora è diventato un business per alcuni, forse non per tutti”.

Oltre a via Tuscolana e a Monteverde, le stesse scene che sono state raccontate da L’ultima Ribattuta, si replicano da alcuni giorni anche in viale Regina Margherita. Chi ha scattato le foto ha provato a dialogare con il ragazzo di colore che chiede i soldi. Non parlando minimamente italiano, in inglese ha spiegato che il cartello gli è stato fornito nel centro di via Pietralata 190, nel IV Municipio. Come lui, molti altri ragazzi – profughi e clandestini – vengono provvisti di fotocopie da esporre: “L’obiettivo è quello di impietosire le persone ingenue: come si fa a non capire che non spazzano, ma spostano solo la polvere, alzandola e sporcando peggio i marciapiedi?” si chiede il cittadino romano che specifica di prendersela soprattutto con chi gestisce l’armata di spazzini-migranti e che ha tutto l’interesse a ridipingere la facciata mediatica di un’immigrazione ormai senza controllo.

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