Giustizia a Roma, ma la carta igienica portatevela da casa

Il cartello con cui si invitano "i fruitori dei servizi igienici a munirsi delle proprie forniture"

Caro Direttore,

prima di tutto le faccio i più sinceri complimenti per il suo Giornale on-line. Impresa non da poco quella di optare per la “controinformazione” in un Paese di asserviti, ben felici di prostrarsi ai piedi dei potenti. Non mi rivolgo però a lei per farle un elogio fine a se stesso. Sono stata a spinta a scriverle queste poche righe poiché mi sono casualmente imbattuta in un vostro articolo pubblicato la scorsa settimana. Il titolo era: “Scuola, meno convegni più carta igienica”. Non potrei essere più d’accordo. Vorrei permettermi di alzare il tiro: “Tribunale, meno maleducazione più carta igienica”. Mi spiego. Qualche tempo fa sono capitata alla famosa città giudiziaria di Piazzale Clodio, a Roma.

Ci sono finita da profana. Solo ed esclusivamente per rendere una testimonianza. Dopo aver fatto il mio dovere, sono uscita dall’aula alla ricerca di una toilette. È così che mi sono imbattuta in uno dei cartelli più curiosi mai visti nella mia vita. Recitava così: “AVVISO PER L’UTENZA. In attesa degli stanziamenti Ministeriali del 2013, si pregano i fruitori dei servizi igienici di munirsi delle proprie forniture a partire dal 25 p.v. perché mancherà l’approvvigionamento”. Stesso foglio compariva anche sulla porta del bagno dei disabili, proprio lì accanto.

C’è sicuramente di peggio in questo Paese, ma questo avviso mi ha abbastanza colpita. La trovo una condizione da terzo mondo, soprattutto perché stiamo parlando del Tribunale Penale della Capitale italiana. È forse per questi disservizi che il personale di ruolo nelle cancellerie di piazzale Clodio è così sgarbato. Strano, perché sulle porte di quasi tutti gli uffici compare –anche qui- un cartello: “Il pubblico si riceve esclusivamente dalle ore 9.00 alle ore 12.00”. Ed effettivamente, se si prova ad infrangere l’orario tassativo, si viene cacciati a male parole con frasi del tipo: “noi non possiamo mica star qui anche di notte”.

Ripeto, strano. Perché con orari lavorativi del genere, la vita dovrebbe sorridergli e loro dovrebbero sorridere alla vita. Bagni permettendo…

Lettera firmata

A seguito della lettera abbiamo deciso di entrare in Tribunale e realizzare il video che ritrae il cartello.

 

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