L’ironia social sulle foto veg di Berlusconi. Ma cosa c’è dietro?

Berlusconi

Sono fioccati i commenti sarcastici sulle immagini di Berlusconi con un agnellino tra le braccia. Scavando più a fondo, però, ci accorgiamo che nulla è lasciato al caso.

Ha fatto discutere lo scatto e la conseguente notizia che parla di un Berlusconi folgorato sulla via di Damasco e “convertito” all’etica vegetariana. Propaganda e finzione o un’intimo cambiamento di pensiero? Questo decidetelo voi, ma è certo che molti fenomeni, positivi o negativi che siano stati, l’ottantenne Silvio li ha preconizzati con largo anticipo.

Anche quella dell’alimentazione che sta diventando sempre più vegetariana è una tendenza che gradualmente sta prendendo piede in Italia. Ne è riprova la diminuzione del 30% delle richieste di abbacchi, capretti ed agnelli riscontrata in occasione delle prossime festività pasquali.

Si può parlare di “effetto Berlusconi”? Oppure l’ex premier si è messo “in scia” ad un fenomeno, quello della drastica riduzione della carne dalla nostra alimentazione, via via sempre più esteso?

La rete, anche in questo caso, si è scatenata. E in molti hanno ironizzato, ipotizzando le vere intenzioni del Berlusca, sul fatto che Silvio abbia una naturale predilezione per la “pecora” oppure speri che l’agnellino cresca forte per ricavarne gustosi arrosticini.

Tralasciando l’immaginazione, è un dato di fatto comunque che l’industria della carne stia subendo un pesante contraccolpo per colpa di questa filosofia di vita, moda o forma di salutismo che sia. Donatella Prampolini (la Presidente della Fida-Confcommercio, federazione nazionale dettaglianti alimentari) ammette che “l’effetto Berlusconi si fa sentire. Sarà che la Pasqua quest’anno cade più avanti. e visto che fa caldo, frena il consumo di carne, ma stiamo registrando il 20-30 per cento in meno di prenotazioni di agnelli, abbacchi e capretti nei nostri negozi”.

Una motivazione forse più logica e meno irrazionale, certo, e la rivendicazione che nonostante il calo la domanda tutto sommato tiene (sono 800mila gli agnelli che finiscono nei piatti degli italiani durante le festività pasquali, secondo una stima della Coldiretti) è condita da affermazioni discutibili come “l’abbacchio a Pasqua fa parte del nostro patrimonio gastronomico e per questo va tutelato. Io poi – dice la Prampolini – sono contraria a ogni forma di demonizzazione e d’integralismo, specie a tavola. E sono pure emiliana: perciò vegana stammi lontana…”.

Ma come, una vera e propria “strage degli innocenti” è da considerarsi “parte del nostro patrimonio gastronomico” e perciò va tutelato? Ognuno faccia come meglio crede, ma non cerchi di ripulirsi la coscienza giustificando a tutti i costi quello che è un mero appagamento del palato.

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Un Commento

  1. Matt Deamon said:

    Berlusconi è il solito… dal cane dudù all’intervista con la mamma, al partito dell’amore… E’ sempre un grande showman, anche se la storia lo ricorderà come il principale male (complice la pochezza di sinistra) del ventennio 1990 – 2010.

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