In un video la confusione degli svedesi in merito ad immigrazione e terrorismo

Evidentemente alcuni svedesi sono duri di comprendonio. Nel filmato che vi mostriamo ecco come intendono reagire alla violenza stile Stoccolma.

Sia ben chiaro da subito, tra noi e Salvini c’è un baratro scavato dalle soluzioni troppo pressappochiste da lui proposte per risolvere un problema infinitamente più complesso. D’altra parte però colpisce l’ingenuità di molti svedesi che continuano a propinarci l’ennesima sbobba buonista e miope che finirà per rovinare loro e l’intera Europa.

In mezzo ci sono quelli che intendono affrontare il fenomeno dell’immigrazione di massa con razionalità. Un uso della ragione che alcuni non sono abituati a fare, bollando con il termine razzismo tutto ciò che non riescono a comprendere.

Tempo fa abbiamo pubblicato un’interessante intervento di un professore americano che esponeva lucidamente i “contro” dell’accoglienza a tutti i costi e dell’immigrazione forzata. Oggi, invece, parliamo di un video postato da Matteo Salvini che ci chiarisce le idee come alcuni scandinavi proprio non abbiano capito (nonostante le continue conferme) che l’Europa sta percorrendo ingenuamente una strada pericolosissima.


Già il video parte male, con un fatalista “non si può tornare indietro, la Svezia non sarà mai più quella di prima, l’Europa sta cambiando” che suona come una beffa. Come dire “la frittata e fatta (da chi governa e prende decisioni, ora tenetevi la situazione così com’è”, a cui segue il trito e ritrito invito ad essere un continente simile ad un approdo sicuro per chi scappa dalle guerre.

Innanzitutto non tutti cercano di sottrarsi dai conflitti o da situazioni di estrema indigenza, ma poi non ci chiediamo mai chi provoca, foraggia, arma quelle guerre? Chi scatena conflitti etnici solo per difendere squallidi interessi personali danneggiando milioni di persone?

L’imperativo di trovare il modo di vivere fianco a fianco, poi, è un invito ad un nuovo, forzato, melting pot. In cui, nelle intenzioni di alcuni, saremo costretti ad importare stili di vita fallimentari che hanno decretato tutto il loro insuccesso nelle zone dove sono stati adottati. Se non fossero fallimentari, perché milioni di persone si riverserebbero allora in Europa? Perché ci vogliono imporre un mediocre modello di stare al mondo?

Immancabile poi il pippotto su come gli immigrati rappresentino una forza positiva. Ci manca solo il ribadire, come qui in Italia, fino allo sfinimento che sono una risorsa, che ci pagheranno le pensioni. Eppure è elementare: le risorse, da che mondo e mondo, si sfruttano. Ci vogliono convincere a diventare degli sfruttatori? Oppure tutto questo teatrino è stato allestito dai pochi che intendono sfruttare masse docili e senza diritti, manodopera ad un costo quasi prossimo allo zero, ammantando il tutto di fratellanza ed accoglienza?

Dobbiamo renderci conto che molti di loro non hanno nessuna intenzione di integrarsi, di conoscere altre culture. Sono emigrati per necessità, solo per stare meglio, cosa che dovrebbero fare adoperandosi (con il nostro aiuto) per rendere il posto dove vivono un luogo migliore.

Non abbiamo bisogno di essere colonizzati, di vivere nel terrore, di essere diffidenti nei confronti di qualcuno. Da una decina di anni una crisi economica sta indebolendo le nostre strutture sociali, l’incubo del terrorismo e l’immigrazione selvaggia ed incontrollata è un “di più” che ora proprio non ci voleva.

Ma se ci mettiamo pure noi a remare contro e ci ostiniamo a non capire il momento che stiamo vivendo, questo è l’inizio della fine. Più che #detnyalandet (il paese nuovo) la Svezia assomiglierà ad un incubo. Colorato dai gessetti, ma pur sempre un incubo.

 

Articoli correlati

*

Top