Fini & Tulliani Connection, richiesta di estradizione per Giancarlo

tulliani, fini, gianfranco fini

Mentre Giancarlo Tulliani si gode il bel panorama in quella che – ironicamente – è conosciuta anche come la “Montecarlo del 3000”, pensando di averla fatta franca (lasciando nei guai il cognato Fini) potrebbe arrivare un colpo di scena.

Su Tulliani, infatti, pende un’ordinanza d’arresto, non ancora eseguita poiché ha pensato bene di scappare a Dubai. Certo, non è detto che gli Emirati la accettino, ma una possibilità c’è. Perché anche se è vero che la città araba è conosciuta come il paradiso dei latitanti italiani in quanto ha “ospitato” manager, politici costruttori nei guai con la giustizia italiana, presto potrebbe non essere più così.

Nel febbraio 2016 (beato tempismo) gli Emirati Arabi hanno ratificato il trattato di cooperazione giudiziaria per estradare coloro che hanno trovato rifugio nel Paese (uno su tutti, oltre a Tulliani, il “re” dei narcotrafficanti Raffaele Imperiale). Tuttavia, poiché l’Italia deve sempre farsi riconoscere, manca un tassello: anche se la ratifica dell’accordo è stata presentata in Consiglio dei  ministri per ottenerne l’approvazione, ottenuto il placet dei dicasteri interessati (Giustizia, Interno ed Economia), il ddl di ratifica è ancora bloccato perché, spiega il Governo, necessita di una «più accurata ponderazione».

 

Se i governanti si dessero una mossa a ponderare, forse Giancarlino nostro potrebbe tornare e affrontare da persona matura le conseguenze delle sue azioni. Si potrebbe addirittura organizzare un bel viaggio di rientro in comitiva, insieme al succitato super boss, all’ex parlamentare del Pdl Amedeo Matacena (condannato in via definitiva per concorso esterno in associazione mafiosa e in “vacanza” a Dubai dal 2013), Samuele Landi, ex ceo di Eutelia, condannato in primo grado a 9 mesi per il crac della società, ma “attivo” imprenditorialmente in terra araba dal 2011), l’imprenditore milanese Alberico Antonio Giulio Cetti Serbelloni, arrestato ad Abu Dhabi, per una frode al fisco di un miliardo (poi rimesso in libertà con l’ironico ordine di non lasciare gli Emirati Arabi).

Non succede, ma se succede…

Articoli correlati

*

Top