Caos Boldrini: non riceve i lavoratori licenziati e privilegia gli immigrati

Boldrini migranti

Il presidente della Camera, Laura Boldrini, preferisce voltare le spalle agli ex dipendenti di Montecitorio licenziati, dimostrando invece tutto il suo interesse per la causa dei “migranti” arrivando allo scontro col ministro dell’Interno, Marco Minniti.

Sono 270 i dipendenti della società Milano ’90 rimasti senza lavoro a seguito del recesso anticipato del contratto di affitto di Palazzo Marini, fino a quel momento sede dei gruppi parlamentari di Montecitorio. Solo 103 di loro – come ha riportato Il Tempo – sono stati ricollocati: gli altri, invece, hanno chiesto ripetutamente di avere un incontro con la presidente della Camera, ricevendo come unica risposta le porte chiuse.

Secondo quanto ha raccontato Tiziana Moreschi, Rsa Usb ed ex dipendente di Milano 90 “è una situazione che avrebbe richiesto una soluzione rapida dal momento che la Camera è sotto organico”. La vittoria del No al referendum costituzionale del 4 dicembre che ha salvato il Senato, inoltre, doveva rappresentare una spinta in più: e invece, niente di tutto questo. Come dimostrano i social network, Laura Boldrini preferisce appassionarsi esclusivamente alla causa degli immigrati.

Il tweet con cui la presidente della Camera si augura l’approvazione definitiva della legge di cittadinanza per i “nuovi” italiani è stato letteralmente assaltato dalle critiche di tanti cittadini che denunciano di essere stati completamente dimenticati. Ma questo folle amore della Boldrini per la causa dei migranti è dimostrato anche dalla spaccatura nel governo arrivata con l’approvazione – grazie alla fiducia – del decreto sui clandestini e richiedenti asilo, voluto dal ministro Minniti. “E’ una risposta che non tutti condividono” ha commentato la Boldrini, facendosi portavoce delle associazioni “che contestano la semplificazione della procedura di asilo”.

Così, secondo la terza carica dello Stato, servono finanziamenti per l’integrazione e l’inclusione sociale degli immigrati, ovviamente gestiti dalle stesse associazioni che di questi percorsi ne hanno fatto un business senza eguali. I disoccupati e i licenziati italiani possono benissimo aspettare, in mezzo a una strada.

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