Farnesina: i soldi spariti e le trasferte fantasma delle ambasciate italiane

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Come funzionano le nostre ambasciate all’estero? Chi controlla i fondi spesi da funzionari fuori dai confini? La Farnesina? E allora perché deve intervenire la Corte dei Conti?

Andiamo con ordine, ma partiamo dalla fine. La “fine è l’ultimo caso di “trasferte” furbette” che dalla Farnesina è finito sui giornali. Il nostro uomo si chiama Francesco Piccione, in servizio presso l’Ambasciata italiana a Pechino fino al 2014. A Piccione sono state rimborsate le trasferte nelle sedi dei consolati di Shangai, Canton e Hong Kong. Fin qui tutto bene. Peccato che in quei giorni il funzionario si trovasse in sospensione disciplinare o in congedo dal servizio. Che furbetto. E’ stato dunque condannato dalla Corte dei Conti a risarcire un danno pari 61.118 euro.

“E’ evidente che c’è stato uno sviamento dei fondi pubblici” ha detto il pm contabile Bruno Tridico, è evidente, ma dai? Piccione si trovava in congedo nel periodo in questione e quindi, Shangai Canton e Hong Kong non sono state altro che gitarelle di piacere. Il legale ha provato a dire che il rendiconto era regolare, ma i giudici non hanno trovato alcun riscontro rispetto a quanto dichiarato dall’imputato.

Comunque, come già detto, questo è solo uno, l’ultimo, caso finito davanti alla Corte dei Conti. La pratica dello sviamento delle risorse pubbliche è piuttosto diffusa nelle nostre sedi di rappresentanza all’estero. Chi l’avrebbe mai detto. Sono parecchi i giudizi definiti, e altrettanti sono quelli pendenti, presso la Corte dei Conti per danno erariale.

C’è un’altra sentenza analoga che risale allo scorso ottobre. Il nostro uomo stavolta è Giuliano Cola, nientepopodimenochè vice commissario amministrativo-contabile e agente alla riscossione presso l’Ambasciata italiana a Kabul. Condannato per aver omesso di restituire all’amministrazione 14.409 euro pari alle somme a lui affidate fino al 2008 mentre era di servizio in Afghanistan.

Come se non bastasse, da un’indagine della Procura contabile è emerso che ammonta a 350mila euro il totale del denaro pubblico finito magicamente sui conti correnti privati di due consoli in Turchia.

La Farnesina? Che dice? Possibile che debbano intervenire le istituzioni per cercare di recuperare i nostri soldi spesi e sperperati dai funzionari all’estero che invece di lavorare vanno in vacanza?

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