Rifiuti, pericoloso scontro Raggi-Consiglio di Stato sugli impianti di Cerroni

manlio cerroni avvocato diddi

Quello tra l’ordinanza del sindaco di Roma, Virginia Raggi, e quanto stabilito dal Consiglio di Stato sugli impianti di Manlio Cerroni è un conflitto che rischia di bloccare il processo del trattamento dei rifiuti e far precipitare Roma in un’estate ancora davvero torrida.

A lanciare un campanello d’allarme sulle pagine del Tempo è stato l’avvocato Alessandro Diddi, legale di Manlio Cerroni, descritto come “l’imprenditore che sin dalla metà degli anni ’60 ha garantito alla Capitale lo smaltimento di milioni della spazzatura, quando nessuno aveva capito l’importanza di gestire in maniera razionale il ciclo dei rifiuti”. E in effetti, l’avvocato Diddi tutti i torti non li ha se l’amministrazione Raggi si è trovata costretta a sottoscrivere un’ordinanza contingibile e urgente con la quale ha nominato un commissario per gestire proprio gli impianti di Cerroni.

Il problema, però, è che pochi giorni fa il Consiglio di Stato ha emesso una doppia sentenza che ha visto la società riconducibili a Cerroni raggiunte dall’interdittiva antimafia. “Le interdittive, però – ha sottolineato l’avvocato Diddi – se analizzate con l’attenzione che meritano in funzione degli effetti devastanti quasi sempre irreversibili che hanno, possono rivelarsi un’arma mortale per uomini e aziende”.

Secondo il legale di Cerroni, infatti, “anni di indagini, condotte con le più sofisticate tecniche investigative, non hanno consentito di individuare uno solo, né recente, né remoto contatto di Manlio Cerroni con qualunque forma di criminalità, tanto che la stessa Procura di Roma non ha potuto contestare né il famigerato 416-bis né l’altrettanto famigerata aggravante del metodo mafioso”. Eppure, nonostante tutto questo, secondo il Consiglio di Stato ci sarebbero tentativi di infiltrazione mafiosa, marchiando in questo modo un’azienda e un imprenditore.

È stato proprio il Presidente dell’Autorità Anticorruzione, Raffaele Cantone, infatti, ad ammonire che interdittive e white list sono preziose nella lotta alle mafie, ma andrebbero cambiate le regole perché possono distruggere la vita di degli imprenditori”.

Ora la parola sulla gestione rifiuti di Roma passa a Luigi Palumbo, nominato a gennaio custode giudiziario dalla procura di Roma, dopo il sequestro degli impianti nell’ambito di un’indagine sullo smaltimento abusivo della spazzatura. Sarà lui a svolgere il ruolo di garante del contratto tra il Campidoglio e le imprese di Cerroni, altrimenti impossibilitate ad avere rapporti con la pubblica amministrazione.

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