Clandestini(1): “40% dei ricercati romeni in Italia”, i media contro Di Maio

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Puntualissime, ecco le polemiche dei “grandi commentatori” del calibro di Gramellini e Feltri (Mattia) sul presunto razzismo delle dichiarazioni di Luigi Di Maio: eppure a sostenere che il 40% dei ricercati romeni si trovi in Italia non è stato certo lui.

Con un tempismo che lascia sorpresi, gli “astuti analisti” si sono dati appuntamento sulle prime pagine dei rispettivi giornali per smontare i numeri sui ricercati romeni. “Di Maio in peggio” è il titolo dell’angolo “Il Caffè” di Massimo Gramellini sul Corriere della Sera: il tentativo è quello di graffiare il vicepresidente della Camera “principe del congiuntivo riluttante e generatore automatico di gaffe”, ma il risultato è assai patetico. Ci aspettiamo che, prima di sbeffeggiare gli altri, Gramellini si auto-derida per i suoi scritti scopiazzati e spacciati come frutto del suo intelletto. Mattia Feltri, invece, su La Stampa vuole a tutti i costi smontare i dati che sono stati forniti nel 2009 dal ministro della Giustizia di Bucarest, Catalin Predoiu e che Di Maio ha solo rilanciato. Il tentativo, però, fallisce miseramente: basta svolgere una velocissima ricerca su internet per trovare articoli del 2009 come questo “Romania, 40% dei ricercati è in Italia. Frattini: tolleranza zero, più collaborazione”. Predoiu, dunque, di ricercati romeni se ne dovrebbe intendere un po’ di più delle verginelle antirazziste pronte a scatenare polemiche al solito segnale.

Fare una classifica delle nazionalità che delinquono di più in Italia, è razzista? Non dovrebbe, almeno secondo l’Istat che nell’ultima ricerca disponibile ha osservato come “guardando alle nazionalità degli stranieri che commettono reati, emerge che molte comunità non contribuiscono al fenomeno se non in misura del tutto trascurabile. Infatti, nel 2009 le prime 10 comunità rappresentano il 68,2% del totale degli imputati stranieri (erano il 71,8% nel 1992) e le prime tre nazionalità (Romania, Marocco e Albania) ne rappresentano il 38,1%(erano il 47,1% nel 1992)”.

Gli stranieri, dunque, rappresentano il 32,6% del totale dei condannati, il 36,7% dei detenuti presenti nelle carceri e il 45% del totale degli entrati in carcere: tra questi non si può negare che i romeni costituiscano una nutrita rappresentanza. Non è un caso se l’allora sindaco di Roma, Walter Veltroni, propose nella Capitale una task force composta da agenti di polizia romeni.

Il fatto, però, è che Di Maio ha messo in luce un altro fenomeno, prontamente nascosto da chi difende l’immigrazione e persegue gli interessi antinazionali, ed è quello della delocalizzazione. L’Italia, secondo il vicepresidente della Camera, importa il 40% dei ricercati romeni, esportando imprese, know-how e posti di lavoro. E questo, come è stato denunciato più volte da L’ultima Ribattuta, avviene non solo verso la Romania, ma anche verso Paesi appartenenti all’Ue dove il costo del lavoro è al limite dello sfruttamento.

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3 Commenti

  1. Marck Dove said:

    Rumeni sono discriminati e consulto Rumeno lo sa di comportamento razzista di stato Italiano e specialmente di polizia italiana.Italiani dimenticano che siamo stati ancora una volta con loro in pasato con Mussolini e dopo siamo passati di parte della Russia.Ora America ha ritirato le ambasade da Russia e romania ora e primo fronto.Putin ha promesso ha Romania condotta di gas .SE VOI CONTINUATE DI TRATTARE RUMENI COME ZINGARI E DI ESSERE RAZZISTI CON NOI LA STORIA SI PUÒ RIPETERE.

  2. Cascel said:

    Oh ma guarda! E’ arrivato il difensore dei romeni! Interviene in loro difesa gridando al razzismo e poi si scaglia contro i meridionali. Il 90%? I tuoi dati hanno una fonte che non sia la tua fantasia malata o sei il solito veneto frustrato coi napoletani perché “vi rubano le donne”? Se Di Maio ha argomentato in maniera non intelligente, tu hai argomentato alla maniera veneta: alla pene di cane.

  3. Matt Daemon said:

    Di Maio ha ragione. cita dati. Adesso lo faccio anch’io: il 90% delle attività di malavita organizzata nel veneto è gestita da clan calabresi, siciliani e napoletani. Il veneto importa il 90% del suo crimine organizzato dalle regioni meridionali. Bel guadagno l’unità d’italia. Che dite, cirimba e di maio? non fa un grinza giusto? invece la fa, la grinza. PErché Di Maio dovrebbe ricordare che oltre a esportare delinquenti (percentualmente pochi), la romania ci ha portato centinaia di migliaia di lavoratori onesti che contribuiscono alla nostra società. Se Di Maio voleva lamentarsi delle nostre leggi che non funzionano (ma non ci sono loro in parlamento??) o della giustizia certo poteva argomentare in maniera più intelligente. Invece di trovare il classico “nemico”, stile fascisti, nazisti, leghisti e lenin-stalinisti. il M5S sta involvendo verso posizioni leghiste-fasciste. Che delusione.

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