Clandestini (2): le verità choc di Frontex prontamente censurate dai media

clandestini

Tra il silenzio generale di quasi tutta la stampa, con l’eccezione dei pochissimi soliti giornali come “Il Tempo”, è uscito fuori (e prontamente censurato) lo scandalo legato al traffico dei clandestini, facilitato grazie allo stretto rapporto esistente tra le ong e gli scafisti.

In alcuni casi gli scafisti danno telefoni ai migranti con i numeri telefonici di alcune ong”, l’ammissione choc arriva direttamente Fabrice Leggeri, direttore esecutivo di Frontex (Agenzia europea della guardia costiera e di frontiera), ascoltato ieri in videoconferenza dalla Commissione Difesa del Senato. “Ce lo hanno raccontato loro”.

Parole molto pesanti, affermazioni inquietanti che non lasciano spazio a nessun tipo di interpretazione. Soprattutto, evidenziano il ruolo “sporco” di alcune organizzazioni umanitarie impegnate ogni giorno nei salvataggi delle decine di barconi carichi di immigrati che tentano di attraversare il Mar Mediterraneo per sbarcare in Italia.

È la prima volta (ed era ora) che un organo istituzionale racconta la realtà dei fatti. Leggeri, in modo coraggioso, ha fatto luce su una questione davvero bollente e sempre puntualmente coperta da media e politica. “Altri testimoni indicano libici in uniforme, che somigliano vagamente ad una Guardia Costiera libica, in contatto con ong quando ci sono operazioni di soccorso. Ma in realtà non si tratta di libici della Guardia Costiera che noi formiamo, ma di libici che controllano una parte del territorio ad ovest di Tripoli. E ci sono anche casi in cui questi uomini  avrebbero esercitato ricatti e minacciato di m orte donne e bambini a bordo di una imbarcazione in caso di abbandono da parte delle ong”. 

In sostanza, più che di salvataggi sarebbe più giusto parlare di “passaggi” che le flotte in dotazione alle ong offrirebbero alle masse di migranti che raggiungono l’Italia (e che vengono poi sistemati nei vari centri di accoglienza), su richiesta diretta dei trafficanti di esseri umani. Nulla di più, nulla di meno. Eppure ancora ci raccontano una favola diversa.

“Taxi galleggianti sempre pronti a rispondere alle telefonate degli scafisti”. E le ong ricoprono ormai (chissà perché) il ruolo primario nei “salvataggi” in mare (pure se le vittime in verità non sono mai diminuite)

Non solo, Leggeri ha dichiarato che “prima i soccorsi avvenivano a metà strada tra Sicilia e coste libiche, invece oggi avvengono a 20-25 miglia nautiche dalle  stesse coste. A volte persino in acque territoriali”.

Ricapitolando il quadro drammatico, gli scafisti telefonano alle ong, che a loro volta fanno rapidamente rotta verso la Libia, avvicinandosi alla costa e raccolgono i clandestini appena partiti. Di notte, poi, queste organizzazioni umanitarie, basta che accendono uno dei grossi fari che hanno in dotazione e gli scafisti sanno dove dirigersi.

Il velo di censura attorno a questo tema è stato finalmente squarciato? Sembra di no, visto che quasi nessun organo di informazione ha riportato le dichiarazioni di Fabrice Leggeri in Senato.

Oggi infatti tutte le prime pagine dei giornali avrebbero dovuto riportare la notizia. Se non in prima, almeno nelle altre pagine. E invece niente, silenzio totale.

Articoli correlati

*

Top