Fondazione An: quei silenzi sulla casa di Montecarlo

fondazione an mugnai

La vicenda della casa di Montecarlo, oltre al coinvolgimento di Gianfranco Fini e del clan Tulliani, vede anche gli inquietanti silenzi della Fondazione An.

Eppure, secondo il suo statuto, il compito della Fondazione An sarebbe proprio quello di custodire e tutelare il patrimonio del partito nato dalle ceneri del Movimento Sociale Italiano e affossato dal Badoglio della destra italiana nonché immobiliarista di Montecarlo. Come ha sottolineato Il Tempo, l’atteggiamento del presidente dell’associazione, Franco Mugnai, appare molto discutibile.

Certo, l’indagine sull’ex presidente della Camera e sulla famiglia Tulliani è ancora in corso. Eppure sono in tanti ad aspettare un segnale da parte della Fondazione An dal momento che a parlare di “svendita” della casa che apparteneva alla contessa Colleoni è stata la gip Simonetta D’Alessandro. L’appartamento, destinato al patrimonio di Alleanza Nazionale, venne acquistato nel luglio del 2008 da Elisabetta e Giancarlo Tulliani “tramite una società offshore schermata e tramite i fondi di Francesco Corallo”. La cifra sborsata dal clan Tulliani fu di 300mila euro a fronte della cessione, avvenuta nel 2015, per la somma di 1milione e 400mila euro.

Inizialmente Fini cercò in tutti i modi di sostenere la sua estraneità, poi, però, ai pm ha ammesso le sue responsabilità parlando di una leggerezza resa ancor più grave dal fatto che non verificò “la natura della società acquirente, di autorizzare la vendita dell’appartamento”. Tulliani, dunque, è accusato dall’ex presidente della Camera di traffico di influenze illecite. Nel frattempo, però, non resta che registrare una posizione attendista da parte della Fondazione An, già registrata nei mesi scorsi dai vecchi iscritti ed ex militanti di An che pretendono da Fini la restituzione delle centinaia e centinaia di migliaia di euro sottratte al patrimonio dell’istituzione (leggi qui).

In questi anni non sono mancati gli scontri tra quelli che un tempo erano i “colonnelli” di Alleanza Nazionale: non solo duelli sulle rispettive posizioni partitiche e politiche, ma anche sull’impiego del patrimonio ideologico e soprattutto economiche della Fondazione An (leggi qui). Ora, invece, silenzio da parte di tutti.

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