Simav: sciopero il 21 aprile contro il licenziamento collettivo di Pasqua

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L’apertura della procedura per il licenziamento collettivo dei lavoratori Simav (ex Adr) è stata comunicata nella scorsa giornata del Venerdì Santo: ma oltre al tempismo poco opportuno fa discutere anche il contenuto.

La sorpresa di Pasqua che nessuno vorrebbe trovare i lavoratori Simav l’hanno ricevuta per mezzo di posta elettronica certificata: per questo è stato annunciato lo sciopero per il prossimo 21 aprile. I circa 70 licenziamenti che ormai sono sempre più realtà rappresenterebbero il tramonto dell’eccellenza italiana nella manutenzione mezzi con inquietanti interrogativi sulla sicurezza aerea.
Come già raccontato su L’ultima Ribattuta, il passaggio della manutenzione mezzi a Simav è avvenuto nel 2012, ma le officine specializzate sono una realtà storicamente molto importante all’interno dello scalo romano. Durante i primi anni ‘80 vennero inaugurati i nuovi locali destinati alla riparazione degli automezzi circolanti in pista. Poi, nei decenni si sono sviluppati diversi reparti in questo settore come la carrozzeria, il reparto dei mezzi a trazione elettrica, quello per i mezzi a trazione meccanica e quello per i mezzi a trazione idraulica. Inoltre, sono presenti una stazione di servizio con autolavaggio e un reparto di pronto intervento in caso di avaria e incidenti in pista.

Così, nel processo che porta ai licenziamenti, sotto accusa è finita anche la dispotica indifferenza della dirigenza aziendale nei confronti di un Comunicato Nazionale di FIM, FIOM e UILM datato sempre 14 aprile, in cui è riportata la richiesta di non procedere all’apertura di alcuna procedura di licenziamento e di instaurare un tavolo apposito. Per questo, nel ribadire lo stato di agitazione mai rientrato da ormai quattro anni, è stato indetto un primo sciopero per il prossimo 21 aprile in cui potrebbero non essere garantiti alcuni servizi fondamentali per la sicurezza e l’operatività dello scalo.

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“Scorrendo le fredde pagine della richiesta di licenziamento protocollata – denunciano i lavoratori – appare chiara l’accusa di Simav ad Adr: la responsabilità di tutto sarebbe da imputare al gestore aeroportuale che nonostante il piano di consolidamento e rilancio presentato nei primi tre mesi del 2017 dalla Simav ad Adr, la stessa ha voltato le spalle”.

Menrre Simav, infatti, chiedeva una rivisitazione dei termini economici della concessione, Adr dal canto suo rispondeva che non solo non era disposta a cedere nulla, ma che al contrario avrebbe aperto il mercato dei servizi operati da Simav ad altri operatori. Nessun accenno invece alla dirigenza Simav, accusata di sperperare un fatturato di 12 milioni di euro del 2012 fino ai 2 milioni scarsi del 2016 con fornitori non pagati e lavori non completati.

“Quindi – osservano i dipendenti – per queste reciproche ripicche circa 67 lavoratori perderanno il posto: chi rompe non paga e i cocci se li accollano i lavoratori”.

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