Tumori: arriva Oncochip, un test per 115 mutazioni genetiche ereditarie

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Un nuovo test capace di studiare simultaneamente 115 mutazioni genetiche ereditarie, mappando così il rischio genetico, ovvero la possibilità in futuro di ammalarsi di determinati tumori, poiché predisposti.

Lo offre gratuitamente l’Istituto Europeo di Oncologia per un anno a tutte le sue pazienti affette da tumore ovarico, lanciando così il suo nuovo laboratorio di Genomica Clinica. L’iniziativa prenderà l’avvio l’8 maggio, giornata mondiale dedicata alla malattia, il più letale fra i tumori femminili.

«Tra i vantaggi – spiega Piergiuseppe Pelicci, direttore della ricerca Ieo – identificare meglio il rischio individuale, attivare percorsi di protezione personalizzati, riuscire a identificare un maggior numero tumori ereditari; cercare più farmaci molecolari preventivi che li contrastino».

Il test è stato ideato dai ricercatori dello Ieo, che hanno messo insieme tutti i geni coinvolti nell’ereditarietà dei tumori in un unico “chip”, ribattezzato appunto Oncochip.

Per ogni paziente affetta da tumore ovarico sarà possibile stabilire l’eventuale positività ai geni Brca1 e Braca2, notoriamente implicati in questa patologia, ma anche ad altri eventuali altri tumori.

«Il Progetto Genomica Ieo ha l’obiettivo di creare per ogni paziente un Passaporto Genetico: un microchip, che contiene tutti i suoi dati molecolari in relazione ai tumori – ha spiegato Piergiuseppe Pelicci, direttore della ricerca dell’Ieo -. Un documento informatico quindi, in base al quale impostare prevenzione, anche per i parenti in caso di familiarità, diagnosi e terapie mirate. Il nostro primo passo va nella direzione della prevenzione. Utilizzando tecnologie all’avanguardia (Next Generation Sequencing) abbiamo messo a punto un test genetico rapido, preciso ed economicamente sostenibile, in grado di mappare il rischio genetico ereditario analizzando in un unico chip le 115 mutazioni genetiche conosciute».

E ancora: «I vantaggi evidenti sono tre: il primo è che possiamo identificare meglio il rischio individuale e attivare percorsi di protezione personalizzati; il secondo è che identifichiamo un maggior numero di potenziali tumori ereditari e quindi possiamo estendere la protezione a più persone, in particolare ai gruppi familiari; e il terzo è che, conoscendo più mutazioni geniche, possiamo cercare più farmaci molecolari preventivi che le contrastino, andando a limitare, nel tempo, la diffusione del tumore. In un domani molto vicino, oltre al rischio ereditario, potremo avere maggiori informazioni sul rischio individuale, scoprendo dallo studio del Dna se le nostre cellule hanno subito influenze negative dall’ambiente. A breve avremo, per ognuno di noi, la mappa completa del rischio di ammalarsi di cancro».

 

 

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