Tumore al cervello e uso del cellulare, davvero c’è una connessione?

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Sta facendo discutere in queste ore la notizia che il tribunale di Ivrea, per la prima volta al mondo, ha emesso una sentenza di primo grado che riconosce il nesso fra il cellulare e la possibilità di ammalarsi di tumore al cervello. Ma è davvero così?

Il Tribunale di Ivrea ha condannato l’Inail a corrispondere ad un 57enne dipendente di Telecom Italia che utilizzava il telefono dalle 3 alle 4 ore al giorno, la rendita vitalizia da malattia professionale, essendosi lui ammalato di neurinoma dell’acustico, un tumore al cervello benigno ma invalidante.

Il giudice Luca Fadda è arrivato a questa sentenza tenendo conto di una consulenza tecnica per la quale è l’uso del cellulare ad aver causato l’insorgere della malattia. «È la prima volta che la giustizia italiana riconosce la piena plausibilità dell’effetto oncogeno delle onde elettromagnetiche dei cellulari», spiegano gli avvocati Renato Ambrosio e Stefano Bertone.

Ma, prima che dilaghi l’isteria generale, è intervenuta l’Oms che ha ricordato che “gran numero di studi sono stati condotti negli ultimi vent’anni per capire se l’uso del telefonino rappresenta un rischio potenziale per la salute umana. Ma al momento non sono stati provati effetti avversi” provocati dall’impiego del cellulare. L’Organizzazione mondiale della sanità ha anche precisato che gli studi finora hanno indagato gli effetti dei campi a radiofrequenza su attività elettrica del cervello, funzione cognitiva, sonno, battito cardiaco, pressione e tumori.

Un gruppo di esperti dell’International Agency for Research on Cancer (Iarc) dell’Oms – 31 scienziati di 14 Paesi – dopo aver condotto dettagliate ricerche ha concluso che l’analisi dell’uso dei telefoni cellulari per oltre 10 anni non aveva dimostrato un aumento del rischio di glioma o meningioma, tuttavia c’erano “alcune indicazioni di un aumento del rischio di glioma” per i super-utenti che stanno per ore e ore al giorno al telefonino.

Al momento nessuno studio suggerisce una evidenza consistente di eventi avversi per la salute dall’esposizione” alle onde dei cellulari spiega l’Oms, concludendo anche che gli studi sugli animali non hanno mostrato un “aumento di rischio di tumori dall’esposizione a lungo termine“.

Intervistato da SkyTg24, il direttore del dipartimento di Biologia di Padova Angelo Levis ha fornito un vademecum di “buonsenso” utile per tutti:

  • fare telefonate brevi;
  • tenere il cellulare ad almeno due centimetri dall’orecchio, oppure usare il vivavoce o gli auricolari;
  • non usare il cellulare quando non c’è campo completo, cioè quando non ci sono tutte le tacche coperte, perché in quel momento le radiofrequenze sono potenziate;
  • non usare il cellulare in macchina o in treno, perché ogni 100 metri ci si aggancia ad una nuova stazione radio base e quello è un momento di estrema emissione;
  • non farlo utilizzare ai bambini di età inferiore ai 10 anni.

 

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