Attacco a Parigi: “Favore alla Le Pen” i media si scoprono complottisti

Al terrore seminato ieri sera dalla sparatoria agli Champs Elysées, si aggiungono le analisi fantasiose di alcuni giornalisti che considerano l’attacco di Parigi un favore alla candidata alle presidenziali Marine Le Pen.

Gli spari, infatti, arrivano a poche ore dalle elezioni per l’Eliseo le cui previsioni vedono in testa nei sondaggi Emmanuel Macron e Marine Le Pen. E così, secondo l’inviato da Bruxelles di Sky Tg24, Roberto Tallei, l’attacco terroristico di ieri sera potrebbe rappresentare “uno spot elettorale” per la presidente del Front National. Cosa succederebbe se qualcuno, con lo stesso complottismo, osasse solo pensare che l’attacco dell’11 settembre fu un false flag per scatenare la guerra all’Iraq? Apriti cielo. Per contrastare la Le Pen, invece, è ammesso tutto, anche utilizzare la dietrologia, come se la Francia e l’Europa non fossero finite nel mirino del terrorismo islamista già altre volte e senza elezioni alle porte.

Forse è colpa della paura della vittoria di forze identitarie e sovraniste; forse la causa è il non voler ammettere il totale fallimento delle politiche europee in tema di immigrazione (incontrollata), sicurezza (assente) e politica estera (praticamente nulla o fortemente dipendente dagli Usa): il giornalismo italiano non si smentisce e dimostra di tifare contro candidati come Marine Le Pen e contro politiche nazionaliste.

È stato il caso di Donald Trump, contrastato dal sistema mediatico mainstream che in maniera spudorata ha sostenuto la candidata democratica Hillary Clinton. Alla fine vinse Trump e – forse proprio per compiacere l’establishment – il presidente Usa si è reso protagonista di una clamorosa retromarcia nella questione siriana. Ma i media hanno avuto lo stesso atteggiamento anche per il referendum sull’uscita della Gran Bretagna dall’Ue: l’esito anti-Buxelles era impensabile, per questo andava osteggiato in tutti i modi. E invece ha prevalso.

Ora ci si avvia alle elezioni presidenziali francesi: l’eventuale vittoria o l’affermazione del Front National e della Le Pen, troveranno le analisi di giornalisti italiani – e non solo – pronti ad agitare i complottismo.

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