Caos Alitalia: la commissione di garanzia fa revocare lo sciopero

alitalia sciopero

Lo sciopero inizialmente programmato dai dipendenti Alitalia per oggi è stato revocato dalla commissione di garanzia sugli scioperi: tra le motivazioni c’è l’interruzione dei servizi essenziali.

“Strano, eppure – fino a prova contraria – ci hanno licenziato: come farà Alitalia a garantire quei servizi”, è stato lo sfogo di alcuni dipendenti. La protesta era prevista per oggi dalle 13 fino a fine turno.

Nel mirino, non è finito solo il piano di rilancio pre-approvato dai sindacati che hanno scelto di sottoporre la scelta finale al referendum. Le critiche, infatti, sono arrivate anche ai numerosi sprechi dovuti a manager, imposti dall’esterno (e dall’estero) che si sono auto-aumentati il bonus in caso di uscita anticipata (vedi il caso Cramer Ball).

Anche per questo sono in molti a non voler parlare di avversione dei lavoratori verso l’azienda: “Nella stragrande maggioranza dei casi – ha dichiarato Carlo Furiga, Segretario nazionale del sindacato confederale Confael-Assovolo – i lavoratori di Alitalia sono persone orgogliose del proprio ruolo e della propria compagnia, che ancora guardano il tricolore sulla coda con un pizzico di emozione. Piuttosto è diffuso un atteggiamento critico verso il management, gli azionisti e quelle ingerenze politiche che nel corso degli anni hanno trascinato la compagnia dai primi posti del ranking mondiale alla situazione odierna: una perfetta rappresentazione del declino del nostro Paese nel mondo. Rispetto al 2009 la situazione è ancora peggiore”.

Secondo Furiga, dopo il fallimento del 2009 che ha causato la perdita di 4.000 posti di lavoro e pesanti sacrifici economici, arrivò la “seconda svolta” nel 2014 con altri 2.000 esuberi e altri sacrifici per consegnare a Etihad una compagnia più snella e con i bilanci in ordine. “Oggi – secondo Furiga – dopo appena due anni, ci vengono richiesti ulteriori sacrifici in termini di normativa, salari ed esuberi. Tutti gli analisti sono concordi nel sostenere che il costo del lavoro non è il problema principale di Alitalia: in questi otto anni abbiamo assistito a un progressivo depauperamento della compagnia, una scarsità di investimenti strutturali, una strategia di posizionamento sul mercato confusa e poco incisiva. I costi sono fuori controllo, le perdite sono di nuovo alle stelle, ma tutto questo non può essere risolto con la stessa ricetta fallimentare usata già due volte in passato”.

Articoli correlati

*

Top