ANAS, su ex tangenziale di Catania cadono calcinacci da cavalcavia

anas

Vediamo se, avvisati per tempo, si riesce ad evitare il crollo con annessa tragedia: dopo l’allarme di un automobilista che ha visto cadere calcinacci (ma le perizie l’ANAS non le fa?), i Vigili del Fuoco hanno messo in sicurezza un cavalcavia a Catania.

Dai primi rilievi risulta che la struttura ha sì le travi integre, ma “tutta l’estensione del cordolo, in entrambi i prospetti, manca l’intonaco a copertura del copriferro, con l’armatura ossidata“.  E ancora: “i pilastrini, posizionati in prossimità dei giunti di dilatazione, sono fortemente rovinati con parti di intonaco in procinto di cadere“. Quantomeno, pare che questi pilastrini fatiscenti, essendo posizionati al di fuori delle carreggiate non creano problemi alle auto né alle persone.

Almeno finché la struttura regge. Non si può far a meno di tornare con la mente al crollo sulla SS36 di un cavalcavia ad Annone Brianza: lo scorso ottobre, infatti, sulla Milano-Lecco precipitò un tir, schiacciando le auto che viaggiavano sulla carreggiata sottostante. Un pover’uomo morì schiacciato. >>leggi qui<< Anche in quell’occasione, qualche ora prima del cedimento della struttura, caddero dei calcinacci. Ma nessuno pensò di chiudere la strada. E avvenne la tragedia. Stavolta, fortunatamente, sono intervenuti i Vigili del Fuoco.

Sul posto sono arrivati anche Polizia stradale, vigili urbani, personale dell’Anas e tecnici del Comune di Catania. I Vigili del Fuoco hanno sottolineato come il loro intervento di messa in sicurezza sia da considerare temporaneo “in quanto è necessario ed è urgente provvedere al ripristino e al consolidamento del cavalcavia come è anche necessario effettuare lavori di ripristino del manto stradale“. Stiamo a vedere se e quando ANAS interverrà.

 

Articoli correlati

3 Commenti

  1. erameglioquandosistavapeggio said:

    Padreterno, hai pienamente ragione. Anche Ciucci aveva le sue colpe, ma il Dott. Armani, riciclato in Anas dall’allora presidente del consiglio, non ha mai avuto alcun incarico di prestigio prima di approdare nell’Anas. Dopo la laurea in Ingegneria elettronica e qualche lavoretto da consulente (McKinsey), viene assunto in una societa’ del gruppo Terna, che si occupa di esercizio e sviluppo della rete elettrica nazionale, sognando la poltrona di ad di Terna,che Matteo Renzi,per sua sfortuna, affida a Matteo Del Fante. Ma Gianni Vittorio vantando le tante amicizie di destra del padre Pietro e del nonno Gianni senior, riesce a riciclarsi in Anas, grazie al potente Matteoli. Tanti proclami e promesse, hanno portato solo ad assunzioni clientelari di dirigenti ex Terna, compagni di segretarie del ministro, che hanno solo peggiorato la situazione dell’Azienda ingessata. Eppure sarebbe stato facile fare meglio dei suoi predecessori ……………..

  2. Padreterno said:

    Per una rampa di accesso collassata furono (giustamente) chieste e ottenute le dimissioni di Ciucci. Qui tra il cavalcavia della SS36, la tangenziale di Fossano, la ex tangenziale di Catania e tutti i deficit di manutenzione ordinaria e straordinaria cui non si è neppure cominciato a porre rimedio nei due anni di gestione dell’inadeguato Armani (quello che diceva che le reti di distribuzione elettrica e le reti stradali si gestiscono in modo analogo), cosa si aspetta a rimandarlo in Terna? Ormai dovrebbe aver finito di collocare amici e amichetti in Anas e di danni ne ha già fatti abbastanza per essere giustamente ricordato ….. Non sarebbe ora di piantarla con annunci e proclami e cominciare a fare concretamente qualcosa?

    • 22ottobre said:

      sono d’accordo che debba andare via, a condizione che si porti con sé lo stuolo di dirigenti che si è portato in Anas, non sono d’accordo che debba tornare in Terna, non è che se l’è comprata! Che vada dove gli pare, ma non in aziende pubbliche.

*

Top