Medjugorje, il cardinale Müller: “Nessun cristiano è obbligato a crederci”

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Intervistato dal sito Aleteia, il cardinale Gerhard Müller – Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede – parla di Medjugorje, delle presunte apparizioni della Vergine e delle aspettative dei fedeli a conclusione dei lavori della commissione vaticana e della “missione speciale” dell’arcivescovo Hoser, l’inviato di Papa Francesco >>leggi qui<<.

Sono anni che i cattolici attendono che la Chiesa prenda una posizione ufficiale su Medjugorje, la cittadina della Bosnia Herzegovina dove dei sedicenti veggenti affermano di vedere regolarmente la Madonna. Si è detto tutto e il contrario di tutto: c’è chi ci crede e continuerà a farlo a dispetto dei detrattori, chi punta il dito sull’arricchimento venale dei protagonisti delle apparizioni >>leggi qui<< e chi attende il responso – si spera finale – della commissione vaticana istituita da Benedetto XVI e guidata dal cardinale Camillo Ruini.

Alle varie prese di posizione che si sono alternate nel tempo, si è aggiunta anche quella del cardinale Müller, intervistato da Konrad Sawicki che ha così commentato le aspettative dei fedeli che attendono il “responso” sull’autenticità delle apparizioni a Medjugorje:

«Da un lato, ci sono diverse iniziative pastorali a Medjugorje. È giusto e opportuno che le persone, ovunque si trovino, si accostino al sacramento della penitenza e della riconciliazione, ricevano la Santa Comunione e riflettano sul loro percorso di vita alla luce della fede. Considerando, per esempio, la vocazione al matrimonio o al sacerdozio».

«D’altra parte, questa esperienza non dice nulla sulle presunte apparizioni e profezie. La Chiesa ha il diritto di dire in qualsiasi momento – che sia accettato o meno – se le apparizioni sono soprannaturali, o se sono piuttosto frutto dell’immaginazione della gente o di visioni soggettive, di esperienze religiose soggettive».

«Persino se la Chiesa dovesse riconoscere questi fenomeni come soprannaturali, nessun cristiano è tenuto a credervi e a considerarli articoli di fede che portano alla salvezza; i cristiani non sono obbligati a riconoscerli. Il singolo cristiano rimane libero. Per noi è Gesù Cristo il fondamento della Rivelazione, e questa è la misura della nostra fede».

«Le presunte apparizioni di Medjugorje sono rivelazioni private. Non vanno escluse a priori, ma non rappresentano il significato della vera Rivelazione di Dio come verità e salvezza. Gesù Cristo si presenta a noi nella vita della Chiesa, è presente nei sacramenti ed è per questo che i fedeli non dovrebbero affidarsi troppo alle eventuali spiegazioni della Chiesa in merito alle rivelazioni private. Perché la verità della Rivelazione non può dipendere dalle visioni più recenti».

«Noi, come Congregazione per la Dottrina della Fede, indichiamo se questo sia un fenomeno soprannaturale, o se non si abbia la certezza che lo sia. Questa è una raccomandazione che la Congregazione per la Dottrina della Fede offre al Papa. È il Papa, in quanto pastore supremo, a decidere sulla credibilità di questi fenomeni o sulla mancanza di credibilità. Nè una commissione speciale né la Congregazione per la Dottrina della Fede può confermare o rifiutare il carattere soprannaturale dei fenomeni; la nostra è soltanto una raccomandazione».

«Non è opportuno, credo, dare l’impressione che la commissione o la Congregazione abbiano raggiunto una conclusione definitiva. È ancora da vedere».

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